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Mia figlia comprerà film?

Sono sempre stato dell’opinione che, a fronte di una gran parte di persone che scarica dal P2P senza la minima intenzione di pagare alcunché, ci sia anche una fetta non troppo piccola di quelli che sarebbero disposti a pagare “il giusto” per musica, film, ed altri contenuti protetti da copyright. Uno degli ostacoli più grossi è che il concetto di “giusto” è molto diverso tra chi vende e chi compra, passatemi l’approssimazione dei termini. Inoltre, come puntualizzato ultimamente dal Sacerdote Della Chiesa Della Tecnologia, la musica è fondamentalmente diversa dai video, in termini di fruizione, di acquisti e di affezione: in pratica, mentre avrò ascoltato millemila volte “Selling England by the Pound” da quando ne ho comprato il vinile nel 1981, “The Blues Brothers”, del quale posso citare quasi tutte le battute a memoria, lo avrò visto 15/20 volte a dir tanto dal 1978 ad oggi, sebbene ne possieda due videocassette e un DVD (originali, in due lingue). I motivi sono sempre i soliti e riguardano, come dice giustamente Vanz, la maggiore “banda sensoriale” necessaria per guardare un film, rispetto ad ascoltare musica. Continua a leggere