I grandi misteri della vita

Tutti coloro che fanno il bucato sono vittime prima o poi del mistero dei calzini, apparentemente inghiottiti dalla lavatrice senza lasciare tracce.

Ebbene, c’è un altra situazione analoga che capita negli ambienti dell’IT:  i dadi da rack.

Questi maledetti bulloni , dopo che vi hanno massacrato i polpastrelli mentre cercate di incastrarli nella loro sede, cadono e vengono inghiottiti da una struttura metallica completamente aperta, che durante il montaggio non ha pareti né fondo. Dove finiscano non è dato sapere: cadono con un “cling” e spariscono per sempre dalla vostra vista. Sdraiarsi a terra, spostare l’armadio o perfino sventrarlo completamente non servirà a nulla, hanno raggiunto i vostri calzini e ridono di voi e dei vostri sforzi per ritrovarli. Continua a leggere

Un perché di Natale

Caro Steve,

ci osservi da lassù seduto su una iCloud controllando che tutto vada per il verso giusto. In occasione del Natale vorrei chiederti una cosa:

So che eri un maledetto pignolo rompiballe e amavi curare ogni dettaglio dei tuoi prodotti con un puntiglio maniacale. Te lo aveva insegnato il tuo papà, che ti faceva verniciare bene i mobili sul retro anche se nessuno lo doveva vedere. E facevi i capricci per la lucidatura delle viti dentro i case dei tuoi computer, anche se nessuno li doveva aprire. Oppure i colori, che non ti andavano mai bene. Perdevi giorni su dettagli apparentemente insignificanti di un’interfaccia con la giustificazione che i tuoi utenti l’avrebbero guardata per ore tutti i giorni. E, bada bene, io ti capisco. Ti capisco perché anche io sono un po’ così: un maledetto rompiballe genovese a cui non va mai bene nulla, quindi riesco a immedesimarmi nelle tue convinzioni. Continua a leggere

Ravatto

Dal 2001 possiedo un ravatto(*) esattamente uguale a quello che vedete nell’immagine: si tratta di un Kymco Movie 150 XL. L’avevo comprato forte delle seguenti motivazioni: “Ha la pedana piatta: ci posso portare i cestelli d’acqua”, e “E’ molto brutto, quindi non me lo ruberanno”. Non so quanti chilometri abbia, l’indicatore si è fermato a 35.000 qualche anno fa e non l’ho mai fatto riparare. Brucia olio, e le rarissime volte che passo dal meccanico per farne mettere un po’ mi sento sempre ripetere: “Non capisco come faccia questo motore a non fondere: è completamente senza olio”. Io lo so che non c’è olio. Lo so perché quando l’olio c’è, e io metto in moto, il ravatto, qui, sprigiona una nube tossica che affumica i dintorni; non vedo l’ora che l’olio finisca così la smette. Poi mi vengono le paturnie, rabbocco, e per qualche settimana ricominciano i suffumigi. Continua a leggere

Notwen

Da quando i neutrini si son permessi di mettere la freccia e sorpassare in staccata i fotoni, le leggi della fisica non sono più le stesse. Stamattina stavo facendo colazione: fette biscottate integrali con marmellata di pesche fatta da Nives (buonissima, tra l’altro), e una fetta già pronta ha pensato bene di cadermi in grembo.

Fino a qualche mese fa non ci sarebbero stati dubbi su quale faccia atterrasse rivolta in basso, ma stamattina è successo l’imponderabile: la faccia con la marmellata è rimasta in alto, cadendo senza fare danni. Continua a leggere