Windows Phone 8

Ieri sera ero alla presentazione di Windows Phone 8, curioso sulle novità di questa versione. Scrivo qui alcune considerazioni sparse che mi sono venute in mente.

  • Per ammissione della stessa Microsoft, le novità rispetto alla versione precedente non sono molte. Da quanto ho capito si tratta di un affinamento della UI con maggiori possibilità di personalizzazione. Lo sforzo mi sembra quello di portare l’esperienza su un piano completamente diverso rispetto a iOS e Android, anche se con le stesse finalità di avere il maggior numero di informazioni possibili “a prima vista” senza necessariamente passare a un’applicazione. Il sistema di notifica è sempre integrato nelle tile sullo schermo e sullo schermo di blocco, che adesso è molto più personalizzabile.
  • La sensazione è che con WP8 si chiuda il cerchio dell'”esperienza Microsoft”. Desktop (Windows 8), smartphone (WP8) e tablet (Windows 8 RT) condividono lo stesso family feeling e l’interfaccia è praticamente la stessa. Mai come ora ho percepito la strategia di Microsoft come globale e focalizzata sulla coerenza della user experience. (Non che prima l’avessi mai percepito, ma tant’è…)
  • Il sistema operativo mi piace, esattamente come mi era piaciuta la versione precedente; mi piacerebbe capire se i problemi di gioventù che avevo riscontrato sono stati risolti.
  • Le applicazioni sullo Store sono circa 120.000, briciole rispetto ai competitor. La scelta di rilasciare il nuovo SDK per WP8 solo in questi giorni, addirittura dopo il lancio ufficiale, mi lascia abbastanza perplesso: le applicazioni sono essenziali per il successo di una piattaforma, e far arrivare in ritardo gli sviluppatori non è una mossa che permetta di avere da subito una vasta scelta di app che sfruttino le nuove caratteristiche.
  • Secondo me 15 minuti e un numero imprecisato di slide grondanti cifre sono troppi per dire: “Il mercato degli smartphone tira e se ne vendono tanti, più dei cellulari tradizionali.”  Facendo, oltretutto, parlare un’azienda che non è Microsoft e che a malapena menziona il prodotto che tutti siamo venuti a vedere.
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