Perché ho un blog

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Questo post completa il precedente Perché leggo i blog.

“Perché hai un blog?” (In ordine sparso)

  • Curiosità. Dopo aver letto tanti blog mi sono chiesto come sarebbe stato “dall’altra parte”, come mi sarei sentito ad espormi in prima persona.
  • Desiderio di aiutare. Mi piace divulgare quelle quattro cose che penso possano essere utili agli altri, come lo sono state per me.
  • Desiderio di imparare/1. Se devi spiegare qualcosa, lo devi aver capito fino in fondo, fatto tuo, assimilato. Altrimenti si capisce subito che stai menando il can per l’aia. Mi sono ritrovato ad approfondire diverse cose, proprio per scriverci un post.
  • Desiderio di imparare/2. Il mio blog funziona con WordPress. Installarlo, aggiornarlo e personalizzarlo mi ha dato modo di imparare cose nuove. E di aiutare altre persone a fare altrettanto.
  • Prendere appunti. I primi post su Splinder, nel 2003, erano solo un modo di tenere online una serie di note tecniche ed appunti. Fino a quel momento continuavo a perderli o a non averli con me quando mi servivano. Ancora oggi il blog mi è utile come taccuino.
  • Confronto. Scrivere pubblicamente le proprie opinioni ti porta a confrontarti con altre persone. Come al solito le discussioni più stimolanti nascono con chi non la pensa come te: devi dimostrare che le tue convinzioni hanno basi solide e un lungo processo di maturazione, altrimenti sei fritto.
  • Conoscere altre persone. Grazie ai commenti lasciati nel mio blog, ho conosciuto persone piacevolissime.
  • Capire meglio me stesso. Scrivere di sé aiuta a capirsi meglio, fa riflettere, e costringe ad una introspezione più profonda.

18 risposte su “Perché ho un blog”

Davvero un post interessante il tuo, una domanda che dovremmo porci un p tutti.
Ho aperto il mio blog primaditutto per condividere con altri la mia grande passione per l’informatica ed il web e confrontarmi con loro.
Conoscere altri bloggher permette di condividere ed espandere le proprie conoscenze.

sono riflessioni giuste

importanti con un vero spirito illuminista
desiderio di divulgare conoscenza
aiutare a comprendere
e spingere l’altro a fare da se
l esperienza

camminare da soli

caro andrea ti debbo ringraziare
per le cose che dici e per l aiuto che mi hai dato
a partire in modo ordinato e continuativo
con l agenda word press
ho sempre avuto problemi nel comunicare
forse per questo
come lavoro ho scelto la pittura e la ricerca nei linguaggi visivi

come esempio fattivo
e vivente
sei niente male

ciao

Pure io, tutto quanto (anzi, se mi introspetto ancora un po’ faccio una capriola) poi ad un certo punto ero a cena con dei blogger e una mi fa “va beh ma tu non hai ancora beccato? Io si da matti” e allora il mio rapporto con questo strumento cambiato radicalmente! Adesso ho una visione amplissima e talmente semplice ma che “non posso scrivere a margine” di questo blog.
Magari ne parliamo a cena
Firmato Ansia

Eh…io ricordo che misi in piedi WordPress giusto per capire cosa fosse un blog studiandone le funzioni.
Infatti, il mio secondo post
http://www.zarrelli.org/blog/index.php/2004/05/20/e-questo-il-secondo/

era praticamente un soliloquio sui miei esperimenti con i .php e le loro traduzioni. Anzi per parecchio tempo, e ancora oggi fin troppo spesso, il mio blog rimane quasi un soliloquio, un’agenda di appunti che ogni tanto mi piace riguardare.

Che poi lo leggano, un altro discorso. Per fortuna non siamo nella fisica quantistica e il blog esiste indipendentemente dall’osservatore 😉

Sono entrato nel mondo dei blog da pochissimo… qualche mese… e credo proprio di aver iniziato (sembra la storia di un alcolista :D) proprio per mettere su “carta” notizie e appunti sparsi qua e la sulla mia scrivania preferiata: il web.
Questo, pi che un post, penso sia una radiografia del perfetto blogger. Complimentoni per il post e per il blog!!!!

[…] è irritante. Io alla fine non clicco quasi mai su nessuno dei link proposti in questo modo. Immagino nemmeno Jacob mettere in luce “i classici”: immagino si riferisca a post che riteniamo particolamente interessanti, che scompaiono negli archivi man mano che il tempo e i post avanzano. la trovo un’osservazione giusta. possiamo addirittura fare in modo che siano i click dei lettori a decretare cosa sia segnalato o meno. Di nuovo, esistono pulugin in tal senso per le principali piattaforme di blogging, chi si affida a servizi terzi dovrà invece farlo a mano. E’ anche un modo per suggerire al nuovo lettore che approda sul blog di cosa si è parlato in maniera ottima (o a lungo, o in modo soddisfacente) sul blog che ha appena aperto. Specie se il blog non ha un tema specifico. O ogni tanto riporta cazzate o deliri dell’autore affiancare la categorie alla timeline: direi che ormai questo lo sanno anche i sassi. Technorati è un’istituzione, e ormai quasi tutte le piattaforme terze, tipo Splinder, hanno dei sistemi di categorizzazione dei post. L’ottimo sarà quando tutti i sistemi saranno integrati/integrabili scrivere con costanza: sebbene scrivere con costanza sia un principio cardine dell’usabilità (il lettore deve poter supporre ogni quanto troverà un contenuto nuovo) trovo che un sano silenzio sia da preferire ad un post frivolo scritto “perchè è ora di scrivere qualcosa”. Meglio non inondare il web di (altra) robaccia. scegli un tema: in generale penso che sì, sia preferibile avere un tema, una nicchia; ma siccome le nicchie non sono infinite e non tutti vogliono scrivere di un argomento specifico, mischiare le cose è la strada che preferisco. E che per inciso preferiscono la quasi totalità dei blogger che leggo. I blog monotematici infatti sono riuniti sotto la cartella “tech” del mio aggregatore RSS, non sotto quella “blog” Inoltre il blog nasce o no come un diario online? in uno dei punti di questo articolo di Andrea Beggi “perchè ho un blog“, lui scrive che all’inizio era un posto dove tenere appunti da avere sempre sottomano. badate bene, ALL’INIZIO… ultimi due avvisi: non ha senso scrivere pensando a quello che succederà tra 10 anni, a quando sosterremo un colloquio di lavoro e qualcuno starà leggendo il nostro blog. Argomento che peraltro si ricollega al punto 1: se nessuno sa che sono io, Tambu, perchè dovrei preoccuparmi? Anzi, nella mia esperienza personale, sono a conoscenza di almeno un caso di persona che ha cambiato lavoro e vita – in meglio – grazie al proprio blog. Avere un blog che finisce con blogspot.com o wordpress.com tra un po’ sarà si uno status symbol come una casella Gmail o un’indirizzo Geocities (o quel che preferite) ma io trovo sempre preferibile avere un dominio proprio e poter smanacciare in lungo e in largo nel cuore di tutti i pulsanti della stanza dei bottoni […]

il mio blog,diario di un esattore,l’ho scritto perchè è giusto far conoscere come funziona la macchina della giustizia in Italia e favorisce così l’arroganza del potere!

Complimenti per questo post, ho aperto un blog da pochissimo e hai messo nero su bianco quello che penso e in più mi hai dato spunti su possibilità che non avevo ancora considerato.
Ciao A.

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