Stramilano 2015

Io-Stramilano-2015bCon un  po’ di ritardo vi racconto della mia Stramilano di domenica scorsa.
Arrivo da un periodo di allenamenti inesistenti, fatti male, corsi poco e senza il minimo criterio. Ma è un periodo che va così: mi piace correre, ma sono svagato, guardo il paesaggio, mi distraggo, respiro, gioisco in modo diverso, e soprattutto correrei per chilometri e chilometri a ritmi molto lenti, cosa che non si concilia per nulla con la preparazione per una mezza maratona, ma alla fine chissene, non ho ansie. Ho anche trascurato l’alimentazione e l’idratazione, e di questo parliamo dopo. Continua a leggere

Each man kills the thing he loves

Non ci credo.

Non ci credo quando mi dici che non sai quanta strada hai corso, quanti chilometri, quanti metri, quanti centimetri hai percorso prima di poter dire: “Ok, adesso basta, ho finito.”

Non ci credo perché se davvero non lo sai io e te non facciamo la stessa cosa, non giochiamo nello stesso campionato, non siamo neppure nello stesso sistema solare, amico.

Non ci credo, perché se davvero non lo sai vuol dire che non hai lavorato duro, non hai sofferto, non hai imprecato quando non avevi ancora finito e la meta ti sembrava ancora lontana. E se è così, vuol dire che per te è tanto semplice, tanto naturale, tanto irrilevante, da convincermi che ok, sei bravo, ma sei bravo quanto uno biondo a nascere biondo, o quanto uno alto 1,95 è stato bravo a crescere. Continua a leggere

01:38:59

Sono appena rientrato dalla Castellazzo Half Marathon, ecco come è andata.

Intanto in questo periodo prediligo l’allenamento Allacazzo©: no ripetute, no tempi, no niente. corro per andare a spasso e rilassarmi. Devo brevettarlo perché dà risultati. Ieri sera cena da amici con polenta, salsiccia, gorgonzola e dolci di varia natura e in grande quantità, poi a letto a mezzanotte e sei ore di sonno.Stamattina presto suona la sveglia e la misura di quanto io “senta” la gara è: “Perché diavolo ho messo la sveglia alle 6 di domenica? Ah, sì, la mezza: cheppalle”. Mi preparo, mangio poco perché non ho fame, e mi avventuro verso Castellazzo Bormida, a un’ora di auto. Continua a leggere

Buio

Ti alzi quando fuori è ancora buio, ti prepari velocemente ma seguendo il solito rituale: scarpa destra, doppio nodo, scarpa sinistra, doppio nodo. Allacci l’orologio, esci nell’umido del mattino e l’aria ti saluta con il suo abbraccio un po’ freddo.

Non sai come andrà, non lo sai mai; a volte bene a volte meno bene. Oggi non hai sensazioni particolarmente belle, ma non importa: ogni uscita ha le sue ragioni e il suo carattere, quello che sai per certo sono due cose.
La prima è che sei partito e quindi arriverai in fondo, e l’altra è che dopo starai bene. Ogni volta ti sorprende pensare che, fatto il primo passo, tutto il resto è automatico e stabilito; è come se avessi già finito nel momento in cui inizi. Continua a leggere

La risposta è dentro di te, ed è giusta.

(Istruzioni per l’uso: quanto segue riguarda la corsa e la motivazione, ma la corsa è solo una metafora per descrivere un atteggiamento nei confronti della vita. Non posso darti io la chiave di questa metafora: trovarla dentro di te è esattamente il punto di tutto quanto scritto qui sotto. Se decidi di iniziare a correre fai una visita medica e un elettrocardiogramma).

Give Your Best

All’inizio è facile farsi scoraggiare: alterni corsa a passo veloce e forse ti annoi un po’. Corri 5 o 10 minuti prima che il fiato ti abbandoni e le gambe diventino di legno; la vita sedentaria che hai fatto fino a oggi si fa sentire tutta, e senza sconti. Continua a leggere