Campioni

Questo è un brano di Malcom McLaren, About Her. Fa parte della colonna sonora di Kill Bill 2. E’ un brano che mi piace molto, per i suoni e la sua atmosfera.

Qualche giorno fa ho visto un film, The Debt, un bel thriller di un paio d’anni fa. In una scena, ambientata nei primi anni ’70, c’è un party in cui si suona questa canzone:

http://www.youtube.com/watch?v=f5IRI4oHKNU

In questi giorni di polemiche su copia e ispirazione, mi piace pensare che la contaminazione faccia solo bene, sia nella musica che in molti altri contesti. Continua a leggere

Depeche Mode – Nothing

Nothing è uno dei miei pezzi preferiti dei Depeche Mode, eccolo:

Nella mia libreria ho anche una raccolta di remix dei DP che non ascoltavo da un po’; ho riscoperto questo, che trasforma Nothing in un incredibile pezzone rock(*).

Più headbanging per un mondo migliore.

(*) a parte i coretti “uh-uh” sui quali sospendo il giudizio.

Music was my first love, and it will be the last

Oggi ho visto un retweet di Stefano:

In effetti, a prima vista tutti pensiamo che sia un “capolavoro”. Poi ci ho riflettuto un istante e mi sono accorto di due cose. Intanto questa situazione è l’esatto indicatore di come sono cambiate le cose nel campo musicale: la produzione artistica “da studio” è ormai considerata una commodity. La sensibilità della maggior parte delle persone è diversa e non percepisce più come un reato il download illegale di musica. Le ultime generazioni sono nate in un mondo immerso nella musica, proposta ovunque e fruibile gratuitamente in ogni momento della giornata: si tratta di un bene che mantiene un alto valore emozionale ma paradossalmente non ha più un valore economico, svalutata dagli stessi che la vorrebbero vendere. E allora è plausibile arrivare a scaricare illegalmente tutti i CD di una band per poi spendere centinaia di euro per il loro concerto. Lo spettacolo, che è una cosa non facilmente ripetibile e non inflazionata, ha un valore percepito molto più elevato e per parteciparvi si è ben disposti a pagare un prezzo salato. Il driver è sempre la musica, che però resta accessoria e serve a vendere un’altra cosa che costa molto di più, e dalla quale le band possono più che degnamente trarre i loro guadagni. Si torna al modello di qualche secolo fa, prima dell’introduzione del copyright, quando l’unico modo di ascoltare della musica era ascoltarla suonata dal vivo, e con i concerti i musicisti si guadagnavano da vivere. Continua a leggere

La mente di un bimbo è fragile come un guscio d’uovo

L’altro giorno riflettevo come le esperienze fatte da bambini ed elaborate nel corso della vita portano a strani risultati che spesso hanno poco in comune con i fatti accaduti, come se fossero scintille, pretesti per costruire convinzioni, preferenze, idiosincrasie, e perfino coltivare talenti.

Deserto del Nuovo Messico, 1947. E’ l’alba. Una famiglia americana percorre una superstrada e si imbatte in un furgone che ha avuto un incidente; il selciato è ingombro di corpi sanguinanti di indiani che stavano andando a lavorare. Forse un paio sono addirittura morti. A bordo dell’auto ci sono due anziani e una coppia con due figli: Anne, appena nata, e James, di 3 anni, che viene segnato da questa esperienza per gli anni a venire e si convince che le anime di due indiani siano entrate nella sua mente e abbiano continuato a parlargli per il resto della sua vita. Assorbe quell’esperienza, che lo ispirerà nel bene e nel male fino a condurlo ad una morte prematura nel 1971. Continua a leggere