FRITZ!Box 7490

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I prodotti AVM sono una mia vecchia conoscenza: negli anni ’90 ho installato parecchi modem ISDN, e gli AVM erano quelli che funzionavano meglio. Per la mia prima connessione all’internet “moderno” ho usato per un paio di anni una scheda AVM ISDN a 128Kb/s che mi ha dato parecchie soddisfazioni. Per questo quando mi hanno proposto di provare un router AVM di nuova generazione ho accettato con piacere, e adesso vi sto scrivendo attraverso un FRITZ!Box 7490. Come al solito, tutti i dettagli tecnici sono sul sito AVM; si tratta di un prodotto estremamente potente e completo. Come da tradizione della marca tedesca, da sempre molto attiva nel campo della telefonia, ci sono tutta una serie di funzionalità aggiuntive che supportano DECT (fino a 6 telefoni cordless), POTS (due porte per telefono analogico, segreteria o fax) e ISDN (bus S0  per telefoni o centralino ISDN). In pratica FRITZ!Box 7490 può funzionare anche da centralino per piccoli uffici o studi professionali. Continua a leggere

Windows 2003 Server: mancato accesso alla rete

Scenario: un server Windows 2003 che ha problemi di spazio su disco C: non si connette più alla rete anche dopo aver liberato più di un 1 Gbyte. L’Event Viewer di sistema logga, tra gli altri, un errore con ID 4294 e fonte IPSEC.

La probabile causa è il driver IPSec che non ha caricato correttamente le policy e ha reimpostato il suo comportamento di default che blocca tutto il traffico da e per l’interfaccia di rete. Si tratta di una modalità detta “Block Mode” che dovrebbe essere controllata dal componente PolicyAgent. In mancanza di sufficiente spazio su disco questo componente non funziona a dovere e non modifica il comportamento del driver IPSec. Risultato: il traffico di rete è bloccato. Continua a leggere

La Fonera in modalità client-bridge

Grazie all’acquisto di questa meraviglia a 2,5 euri (poca spesa tanta resa), ho avuto ritorno di fiamma per l’hacking de La Fonera. Con questo convertitore da seriale a TTL, si può accedere al prompt Redboot de La Fonera (e di molti altri router e dispositivi) per modificarne radicalmente la configurazione o flashare il firmware con l’ultima versione di DD-WRT o Open-WRT. Quattro dei miei otto router Fon (ehm… sì, lo so; fate finta di nulla) hanno già a bordo un firmware non ufficiale, due non ne supportano altri che l’originale e due li lascio “stock”. Continua a leggere

Test: Synology DS212j

Ho provato un Synology DS212j. Il mio giudizio è molto positivo: si tratta di un oggetto potente e ricco di funzionalità che fa praticamente tutto quello che può venire in mente di fare con una scatola attaccata a una rete locale. Costa circa 180 euro e viene fornito senza dischi. Può alloggiare due unità SATA. Qui sotto i dettagli del mio test.

Quando Mattia Zanetti mi ha proposto una prova di un NAS Synology DS212j ho accettato con interesse, poiché si trattava di un produttore che conoscevo solo di nome. Per tutte le caratteristiche tecniche dell’unità vi rimando al sito ufficiale che è particolarmente esaustivo e chiaro; le informazioni e i dati tecnici ci sono tutti e la descrizione delle funzionalità è fatta bene. Continua a leggere

Cloud computing

Esce oggi su Apogeonline una cosa che ho scritto sul cloud computing. La riposto anche qui. I progettisti di reti disegnano schemi utilizzando una serie di simboli per i nodi, le connessioni, gli apparati attivi e passivi, cercando di rappresentare un network nel modo più accurato possibile, in modo da avere una visione chiara dello schema funzionale, dei punti critici, dei flussi, e delle modalità di gestione. Spesso le reti sono connesse ad altre di cui, per forza di cose, si sa poco o nulla: queste ultime rappresentano un’entità esterna in cui “pompare” e da cui estrarre informazioni. Questa indeterminazione viene simboleggiata da una nuvoletta. L’esempio tipico è internet: dopo il perimetro del network locale l’ultima connessione è sempre una specie di saetta che si infila in una nuvola, per simboleggiare una rete di cui si conosce il punto di ingresso, la natura dei dati che vengono scambiati, ma non la loro posizione e i loro percorsi. Con l’andare del tempo alcune funzioni, prima svolte da oggetti che risiedevano nella rete locale, sono state delegate all’esterno perdendo specificità e fisicità.

Le loro rappresentazioni sono state spostate in quella nuvoletta nella parte alta dello schema, “in the cloud”.Per estensione, tutte le attività e le funzioni delegate a servizi e sistemi che risiedono in questo “altrove” sono stati chiamati “cloud computing”. Le risorse in cloud non risiedono più all’interno della propria infrastruttura, ma vengono fruite tramite servizi esterni, tipicamente residenti su internet e distribuiti tra diversi datacenter. La distribuzione su siti diversi è opportuna per motivi di sicurezza, bilanciamento di carico, velocità e collocazione geografica. Tutta la gestione di questi aspetti è completamente trasparente per l’utilizzatore, che “vede” un unico punto virtuale di accesso alle sue risorse. Continua a leggere