Un tapullo per filtrare gratis il traffico internet

Pare che la moda del momento sia chiedere che i propri dipendenti non usino Facebook e non chattino su MSN. Pur non essendo d’accordo, credo si tratti di una richiesta lecita se fatta da chi paga sia le persone che la banda(*).

I sistemi di content filtering possono essere costosi e/o impegnativi nella manutenzione per aziende di piccole dimensioni che magari dispongono a malapena un firewall. Ci sono un paio di tecniche che permettono di filtrare abbastanza agevolmente senza dover fare alcun investimento. Il principio è controllare le query DNS, intercettando i domini da bloccare e/o utilizzando l’apposito servizio gratuito fornito da OpenDNS. Della situazione speculare, il blocco totale con pochi domini in whitelist avevo già parlato qui. Continua a leggere

Semplice VPN client-server con OpenVPN

Ricetta quick’n dirty per creare una VPN tra un client remoto ed un server, entrambi con sistema operativo Windows. Destinata a cuochi mediamente abili. Versione routed(*).

Ingredienti:

  • Un host che faccia da server, con IP privato statico (es: 192.168.1.2/24), collegato ad internet, acceso 24/7 e a cui il router inoltri almeno una porta TCP(**) (Es: TCP/11900). Windows 2000 o successivi, non necessariamente Server.
  • Un client con connessione ad internet con IP privato di classe diversa dal server (es: 192.168.254.0/24).
  • OpenVPN.

Esecuzione:

  • Generare una chiave simmetrica key.txt tramite l’apposita utility e copiarla nelle cartelle “config” di OpenVPN di entrambi gli host.
  • Scegliere una terza subnet diversa da entrambe le subnet degli host coinvolti. Es: 172.30.0.0/16.
  • Aggiungere sul default gateway (tipicamente il router) della rete del server una rotta statica che inoltri tutto il traffico destinato alla rete 172.30.0.0/16 verso l’IP privato del server (192.168.1.2).
  • Registrarsi su DynDNS e creare un hostname per il server (es: mioserver.dnsalias.net).
  • Installare sul server il client DynDNS (versione per 200x Server in fondo alla pagina) e configurarlo per usare l’hostname appena creato. Accertarsi che il relativo servizio parta automaticamente.
  • Installare OpenVPN su entrambi gli host, e inserire nelle cartelle “config” di OpenVPN i ripettivi file di configurazione, con estensione .ovpn.

File: client.ovpn
remote mioserver.dnsalias.net
dev tap
proto tcp-client
rport 11900
ifconfig 172.30.1.2 255.255.0.0
route 192.168.2.0 255.255.255.0 172.30.1.1
secret key.txt
verb 3

File: server.ovpn
dev tap
proto tcp-server
lport 11900
ifconfig 172.30.1.1 255.255.0.0
secret key.txt
verb 3

  • Sul server avviare il servizio “OpenVPN Server” e impostarne l’avvio automatico.
  • Sul client, collegato ad internet con una connessione internet diversa dal server,  eseguire “OpenVPN GUI” in modalità amministratore, cliccare col tasto destro sull’icona nella systray e scegliere “connect”.
  • Effettuare dei test di connettività. In caso di problemi, i log di OpenVPN sono molto esplicativi già a verb 3.

Guarnire con quanta più banda possibile e servire con due righe di istruzioni per l’utente. Continua a leggere

Impostazioni ADSL Telecom e indirizzi IP

Ritorno sulle impostazioni e parametri delle connessioni ADSL Telecom di tipo business per puntualizzare alcune cose.

I parametri della linea sono: VPI e VCI rispettivamente 8 e 35, encapsulation LLC, QoS UBR, protocollo RFC1483 routed. Per questo tipo di linea vengono forniti in genere almeno quattro IP fissi, ed il foglio che lascia l’omino Telecom contiene due classi di indirizzi chiamati IP LAN e IP punto-punto (o IP WAN).

Se avete un router di proprietà, ecco come impostarlo.

Intanto fatevi un’idea di come sono fatte le classi di indirizzi; nessuno fa i conti a mano, utilizzate l’ottimo Online IP calculator. Continua a leggere

MTU discovery: prova pratica

Dopo la teoria, facciamo una prova pratica sull’MTU, visto che l’unico strumento che serve è il comando ping.
Per comodità mia utilizzo il terminale di un server Ubuntu, ma si può utilizzare tranquillamente il prompt dei comandi di Windows, sebbene con sintassi diversa.
Anzitutto controlliamo il valore dell’MTU della scheda di rete(*):

root@ginger:~$ ifconfig eth0 | grep MTU
         UP BROADCAST RUNNING MULTICAST  MTU:1500  Metric:1

Ok, è 1500 per default. (Per Windows possiamo utilizzare l’utility gratuita DrTCP.) Continua a leggere

MTU: cos’è e come funziona

Tutte le comunicazioni basate su TCP/IP implicano il passaggio di pacchetti che vengono confezionati dagli host partendo dai dati creati dai programmi applicativi e aggiungendo strati su strati durante la discesa del pacchetto verso il livello fisico. Il processo viene descritto tramite il modello a strati del TCP/IP, di cui avevo esposto le linee generali qui.

L’ultimo strato che un pacchetto raggiunge prima di uscire da un host è il network layer, gestito direttamente dall’interfaccia di rete. Mentre gli strati più alti sono sostanzialmente indipendenti dall’hardware e dipendono dal sistema operativo e dalle applicazioni, lo strato della rete è per forza di cose legato all’hardware e al mezzo di trasmissione che utilizza l’host per comunicare, sia esso una rete ethernet, una connessione ADSL PPoE, o un piccione. Continua a leggere