Andrea Beggi

Funzione propria del genio è fornire idee ai cretini vent'anni dopo.

Inedita Blog: Piattaforme, Aggregatori e Motori di ricerca

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Inedita Blog
Nel corso dello svolgimento di Inedita Blog, mi è stato affidata la moderazione della sezione: Piattaforme, Aggregatori e Motori di ricerca, alla quale parteciperanno:
Diego Bianchi – Excite Italia
Francesco Magnocavallo – Blogo
Paolo Murgia – Splinder
Marco Palombi – Splinder
Tony Siino – Blogitalia
Stefano Vitta – Bloggers.it

Sto raccogliendo domande e spunti di discussione per avviare il dibattito. Ecco ciò che ho raccolto finora. Se avete qualcosa da segnalare, una domanda od un tema da proporre, potete usare i commenti, mi farebbe molto piacere. Vorrei sentire l’opinione di tutti.

(Mi scuso con le persone che cito: posto le loro risposte “di getto”, quindi prendeteli come appunti non elaborati)

Francesco:
– Per Splinder e Bloggers: le differenze tra le piattaforme e tra le politiche commerciali.
– Sempre per loro: come e’ cambiata la blogosfera italiana degli ultimi anni?
– Un motore di ricerca come guarda al mondo blog?
– Non solo per i contenuti ma anche per l’aspetto tecnico del crawiling

ilPestifero:
– E’ possibile creare un aggregatore automatico, che aggreghi ad esempio in base ai tag, ma poi, essendo così liberi, e questo ne è l’indiscusso vantaggio, saranno poi altrettanto significativi? E’ necessario usare una specie di ontologia (?), che però sarebbe meno flessibile?

Emanuele Fedeli:
– Sicuramente tra i motori di ricerca non puoi non toccare l’argomento Cina e delle ultimissime vicende con Google.
– Piattaforme e Motori di ricerca: come mai i blog sulla piattaforma wordpress.com hanno raggiunto in pochissimo tempo ottimi risultati di posizionamento trai motori di ricerca? E’ una cosa che dipende dalla piattaforma o dai motori di ricerca?
– Google non è più famoso solo per la ricerca, ma ha spostato il suo interesse verso molti altri settori, in questo modo può rischiare di perdere l’immagine de “IL” motore di ricerca?
– Ormai molte piattaforme offrono più o meno gli stessi servizi, in quale direzione andranno gli sforzi per differenziarsi l’una dall’altra e per vincere sul mercato?
– Cosa ne pensate del dibattito sugli aggregatori? Zambardino dice che tramite gli aggregatori le notizie arrivano sul proprio PC perdendo ogni forma di brand, il contenitore non distingue più le notizie, il contenitore diviene uguale per tutte le informazioni, sia che provengano dal NYTimes che da un qualsiasi blogger, Mantellini risponde che oggi li packaging sembra destinato ad avere la stessa funzione della copertina del cd musicale: i discografici continuano a sottolinearne le meraviglie ed il valore aggiunto che porta al prodotto-canzone, mentre a quelli che le canzoni le ascoltano del fogliettino non gliene importa più nulla da molto tempo. Voi da che parte state?

Luca Conti
Per le piattaforme:
– Come pensano Splinder e Bloggers di coprire l’aumento di banda e di risorse richiesto dalla crescita di utenti? Una riga di pubblicità/gli AdSense sono sufficienti? Splinder parlava di raddoppiarla se necessario.
– Com’e’ la situazione rispetto alla libertà di opinione dei blogger? Chi è il responsabile? Casi su querele per diffamazione?
– Come vanno le versioni pay? Qual’e’ la percentuale di utenti che usa servizi a pagamento? Sta crescendo?

Per i nanopublisher:
– Quanti sono i blogger che scrivono a pagamento? Come sono gestiti questi rapporti? Quanto riescono a guadagnare in media?
– Come vedono il mercato da qui ai prossimi 12 mesi?
– Ci saranno acquisizioni da parte di grandi gruppi?
– Il modello di business? Pubblicita e poi? Vendita di contenuti? Sperimentazione con altri media, tipo il videoblog?

Sergio Maistrello
I temi più caldi sono:
– La confluenza di piattaforme di pubblicazione personale, archivi di documenti e foto, e reti sociali in un nuovo strumento, ovvero un punto di presenza della persona a 360 gradi.
– La forchetta sempre più ampia tra piattaforme che investono nello sviluppo di nuovi strumenti e sistemi elementari di pubblicazione; con l’alternativa dell’outsourcing alla Six Apart. (Nota mia: questa è troppo difficile, per me…)
– Sull’aggregazione c’è il dibattito sui feed Rss: come chiamarli, come semplificarne l’uso, come facilitare la diffusione di uno strumento che – forse anche per le troppe procedure implicite da iniziati – non decolla quanto meriterebbe.
– Sui motori di ricerca, approfondirei la progressiva distinzione tra motori da “archivio”, che accumulano tutto quanto passa il Web, e i motori da “conversazione” che puntano invece sull’indicizzazione immediata e sulla creazione di analogie tra contenuti (diciamo: Google vs. Technorati, dove più che una rivalità c’è una specializzazione in diversi ambiti).

Axell
– L’aggregazione è ancora poco semantica, e troppo “generalista”.
– Google è troppo “prepotente” e la ricerca passa tutta da lì, poco spazio per gli altri.
– Non è facile fare aggregazione con altri blog se questi non sono europei o americani e soprattutto se non parlano inglese… (e non sono pochi).
– Aggregazione come strumento di condivisione della conoscenza, è possibile creare “veri punti di riferimento” (con alta reputazione)?

Gaspar Torriero
Immagino che a una discussione di questo tipo ci saranno un sacco di blogger. Se dovessi farlo io, prima di tutto chiederei ai presenti di alzare la mano per capire quanti hanno un blog e poi se usano un aggregatore.
A questo punto, se la maggioranza è già utente, sempre per alzata di mano cercherei di capire quali sono le piattaforme più usate, quali gli aggregatori, e tirerei verso una discussione collettiva su meriti e demeriti dei diversi strumenti.
Se invece gli utenti fossero pochi, allora sfrutterei quei pochi per dare delle micro-demo, sempre che ci sia connessione internet: tipo “facci vedere come fai un post” o cose del genere.
Più in generale comunque, farei qualsiasi cosa che coinvolga la platea attivamente, a cominciare dalle alzate di mano (potresti mettere qualcuno a scrivere i risultati sulla lavagna, o meglio direttamente su internet, tipo wiki), e le dimostrazioni dal vivo invece delle spiegazioni teoriche.
(Gaspar, non credo di essere abbastaza bravo e/o carismatico per poter gestire una roba così…)

Giovy
– Io ti suggerirei di iniziare parlando di piattaforme, e portare l’esempio di Splinder (primo fornitore gratuito di spazio per blog) e di come abbia contribuito a far nascere il fenomeno blog.
– Poi magari sposti l’attenzione sulle altre piattaforme gratuite, come Bloggers (ed hai Stefano Vitta) ed Excite (ed hai Diego Bianchi). Termini le piattaforme parlando di WordPress.com, magari… 🙂
– Dopo le piattaforme, inizi a parlare dei blog veri e propri, coinvolgendo anche Tony Siino (con uno sguardo a BlogItalia ed alle classifiche).
-Ovviamente, parlando di blog non si può prescindere dagli aggregatori, e via quindi di Technorati e magari anche una spruzzata di social bookmarking (che fa tanto web 2.0) 😉
– Se parli di aggregatori, puoi parlare anche di feed reader e degli aggregatori online di Google Reader, che ti fornisce lo spunto per agganciarti a Google Blog Search ed i motori di ricerca. 🙂

Tambu
– E’ indubbio che maggiore è la semplicità di pubblicazione e maggiore è il successo di una piattaforma, le piattaforme “evolute” sono rivolte solo ad un pubblico “esperto” o vale lo stesso concetto? Ovvero: un blog deve necessariamente essere FACILE in ogni suo aspetto? (sto parlando dei “famous 5 minutes install”).
– Le piattaforme attuali sono pronte alla prossima generazione di contenuti (mi riferisco per lo più al multimediale) o lo saranno senza troppi traumi? e questo cambierà il modo di bloggare della gente?
– Esiste un rischio concreto che il voler comparire ad ogni costo in cima alle SERP distorca la spontaneità di un blogger e che i suoi contenuti siano più focalizzati verso Google che verso il lettore?
– Le ricerche sui blog (tipo blogsearch.google.com) andranno sempre più verso una specializzazione (ho sentito parlare di spider sui blog ogni ora) oppure andranno verso un’integrazione con i contenuti “classici” una volta affermata totalmente la parità di informazione di un blog rispetto a un sito normale? (e sempre ammesso che sia questa la strada)
– E’ preferibile fornire un feed completo o un abstract? quali motivazioni a suffragio di entrambe le tesi?

Manila
– A chi gestisce le piattaforme: cosa dovrebbe spingere un utente di livello medio a non acquistare un dominio personale (a bassissimo costo) e montare su un semplice script come WordPress preferendo invece una piattaforma? Hanno davvero futuro le piattaforme ora che il livello degli utenti si sta alzando? O servono solamente come prima aggregazione (ricordiamo come i membri di una stessa piattaforma tendono a fare “comunella” tra loro escludendo gli altri)?

Dario De Judicibus
– Se vuoi fare qualcosa di attuale, potresti discutere del rapporto fra informazione tradizionale e informazione in rete (non solo blog, ma wiki, newsgroup, e in generale siti tematici). Ad esempio, sabato vado a un ristorante messicano consigliato da it.*.ristoranti Ormai non mi muovo senza aver sentito qualche parere in rete. Quindi, più che i giornalisti, che senso ha oggi il critico di film quando posso leggere il parere di 100 persone che quel film l’hanno visto. E magari so che alcune di loro hanno i miei stessi gusti, e quindi posso usarle come cartina tornasole…

Zuck
– Si possiedono delle statistiche attendibili sulla composizione anagrafica, culturale e sociale dei blogger e dei lettori di blog?
– Una domanda interessante riguarderebbe il target a cui si rivolgono i servizi a pagamento delle varie piattaforme di blog, tipo splinder etc…

Luciano Giustini
– Lo spunto serve per fare questa considerazione: chi sta in mezzo nel fornire servizio, in questo momento è abbastanza gasato e probabilmente tenderà a vedere i blog come l’ottava meraviglia del mondo ed a idealizzarli magari in vista di future realizzazioni digitali (come la convergenza multimediale). Ora, “noi” vecchi sappiamo che non è così nel senso che i blog sono una bellissima cosa nuova che nasce però sulla base di cose vecchie e molto note, conosciute, come Usenet, tanto per dirne una, è il solito discorso della conversazione globale che però è stata reinterpretata e valorizzata (con nuovi strumenti, ecc.). Da qui però a trarne conclusioni del tipo “apocalittico”, come ad esempio che la democrazia sarà fatta dai blog ce ne corre, ce ne passa e secondo me non è questo l’approccio giusto. La mia opinione personale è che i blog sono e rimarranno “semplicemente” diari online. Una piccola parte si è evoluta, e si evolverà ancora, verso forme più alte e compiute di comunicazione e di servizio, ma la massa è – per ovvi motivi – orientata verso la diaristica, e non altro. Da qui bisogna partire e qui bisogna soffermarsi per analizzare tecnicamente il fenomeno. Poi, i casi di eccellenza ci sono ma rimangono isolati. Il problema di fondo che forse sarà preso in esame è che i vari Splinder, ecc. devono “avere un ritorno” economico degli investimenti fatti per banda, connettività, ecc. e qui sarà interessante sentire che aspettative hanno. Anche se non credo che le diranno 😉

Maxime
– Se il discorso dovesse spostarsi sul Web 2.0 e sul social bookmarking ti propongo di parlare di www.segnalo.com (che sto pubblicizzando dappertutto perchè i due ragazzi che stanno portando avanti il progetto mi sono simpatici), di cui avevo parlato anche sul mio blog e precisamente qui.

Massimiliano
– Se il pubblico sarà di non-addetti ai lavori (ovvero persone che non hanno mai sentito parlare di “blog”), potranno essere utili esempi visivi, come un veloce accesso a Blogspot o al Filter mostrato via videoproiettore.

Claudio
– Penso che un argomento interessante potrebbe essere “Le piattaforme di blogging e le scelte ideologiche”, o qualcosa del genere. Per intenderci: abbiamo WordPress, MovableType, dblog, Textpattern e così via. Cosa guida queste scelte? Al di là delle mode, penso che ci sia anche una certa percentuale di “espressione degli ideali del blogger”. WordPress è “open source”, e chi lo sceglie spesso lo fa per questo motivo. MovableType è più professionale, forse, ma richiama l’idea del capitalismo/profitto (e infatti non tutti lo scelgono). dBlog è un progetto italiano, dedicato a Server Microsoft (se non mi sbaglio), e potrebbe essere scelto spesso per nazionalismo (ma calcola che anche la scelta del “server” è ideologica). Insomma: se il blog è rappresentazione della personalità del blogger, non lo è anche il CMS che lui usa?

Aluccia
– Perchè la metà dei miei blog preferiti non ha i feed? Perchè non sono ancora diventati obbligatori? Lo sanno i bloggers che non hanno i feed che alla fine finisco per non leggerli più?
(Quoto in pieno…)

6 Commenti

chiara | #

verr a salutarti!!! io sto sempre pensando alle domande ma trovandomi tra due fuochi mi riesce un po’ difficile, mal che vada arrivo con un bigliettino 🙂

Ginex | #

Penso anche al fenomeno MSNBlog. La facilit e l’immediatezza di una piattaforma di quel genere. La facilit d’uso e di startup porta ad un impoverimento dei contenuti ? La minore immediatezza di altre piattaforme , che sottintendono scelte pi “pensate”, utile ad una maggior qualit del risultato ?
D’altro canto la scelta dei blog di WordPress.com, con template immodificabili, impossibilit di aggiungere codice alle pagine, vuole essere una standardizzazione dell’aspetto, una “francescanit” della forma a vantaggio del maggior tempo
da dedicare ai contenuti ?
Ciao

Luca | #

Se avessi saputo che mi avresti pubblicato avrei curato meglio l’editing 😉

Irene Cannone | #

Sto da tempo ossrvando nei film americani una tendenza spropositata alle immagini a scorrimento veloce a limite del subliminale. Effettivamente con un po di attenzione ho trovato alcuni film molto sconcertanti in cui i frame erano sicuramete subliminali e terribili. Sono film Horror tra cui un film “Darkness” dalla trama stereotipata che se vista nella chiave del fotogramma subliminale è assurda.
Di quel fotogramma ne desidererei parlare se qualcuno vuole intraprenere questa discussione.