Leopard su iBook G4: non ne vale la pena

Possiedo un iBook G4 da un paio d’anni, ormai. E’ equipaggiato con 1GB di memoria RAM e un disco da 80 GB; è il modello con lo schermo 12 pollici. Sono sempre stato molto soddisfatto dell’oggetto, e ho deciso di acquistare Mac OS/X 10.5 (Leopard), appena uscito.

Non ne sono molto contento.

Le prestazioni sono calate, il computer è più lento in quasi tutte le operazioni e in generale restituisce l’impressione di un senso di “pesantezza” che non aveva mai avuto. Due cose in particolare, che prima funzionavano benissimo, adesso hanno problemi, e si tratta di aspetti fondamentali per l’utilizzo che faccio di iBook, ma andiamo con ordine. Continua a leggere

Siamo soli nell’universo?

SpockSabato scorso ho assistito ad una interessante conferenza: “Third Bioastronomy Day“.
Ricerca di segnali di civiltà extraterrestri, considerazioni sulla storia delle teorie astronomiche, analisi di un messaggio destinato a ET, valutazioni sociali e morali. Ma anche: Psicostoria, spammer dello spazio, Star Trek e motori a curvatura.
Tutto questo su Rieducational Channel in un post che ho scritto per il blog del Festival della Scienza.
Nano nano.

Robot, curiosità, coscienza e scimmie

Festival della ScienzaIeri ho assistito ad una interessante conferenza: “Io, curioso“, organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Genova nell’ambito del Festival della Scienza. L’evento proponeva alcune domande particolarmente stimolanti:

  • Che cos’è l’esperienza umana?
  • È possibile costruire una macchina capace di sviluppare la curiosità?
  • Che rapporto esiste tra il comportamento e la mente?
  • Quali i reciproci benefici della ricerca robotica e delle neuroscienze?

Sono argomenti che mi affascinano da sempre, ed in modo particolare da quando ho letto “L’io della mente” di Douglas Hofstader (l’autore di “Gödel, Escher, Bach“, un libro fondamentale).

E’ evidente che la vastità dell’argomento non si può esaurire in un paio d’ore, ma gli spunti proposti sono stati molti e tutti interessanti. Durante tutta la conferenza, mentre prendevo appunti, continuavano a venirmi in mente similitudini tra i temi trattati e altri ambiti di conoscenza solo apparentemente diversi. Ad esempio, un professore di robotica spiegava come un sistema complesso può essere molto maggiore della somma dei singoli elementi che lo compongono, perché per raggiungere un risultato anche apparentemente semplice, come far compiere un movimento al un braccio di un robot, sono necessari tutta una serie di conoscenze e di concetti che magari non sono neppure contenuti e/o visibili nel risultato finale. A me è subito venuta in mente una analogia con gli studi di usabilità e con la progettazione delle interfacce utente, dove per raggiungere la massima semplicità ed efficacia per l’utilizzatore, spesso si nascondono studi interdisciplinari molto complessi. E magari alla fine il risultato è un pulsante in una posizione o di una forma diversa. Continua a leggere

Delusioni

L’anno scorso ho seguito con soddisfazione la prima stagione di un telefilm: Heroes. Peccato che sia finito. Per qualche strana ragione ho scoperto che esiste un’altra serie, che si fa chiamare “Heroes seconda stagione”. Hanno copiato i personaggi, che sono interpretati dagli stessi attori. Perfino le location sono le stesse. Però questo non può essere lo stesso telefilm dell’anno scorso: in questa serie non succede niente.
Ma niente, eh.