Che responsabilità?

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

SpidermanDa qualche tempo sto riflettendo sulle responsabilità che derivano dal fatto che io scriva su questo blog. Il recente pastrocchio causato da Tagged, che ho colpevolmente contribuito a generare, ha ulteriormente stimolato il bisogno di riflessione. Ho sempre pensato che chi si rivolge ad un audience non limitata alle poche persone che stanno in un salotto, abbia delle responsabilità per le cose che dice e per come le dice: ad esempio è mia opinione che chi parla in televisione o scrive sui giornali, dovrebbe cercare di usare l’italiano in modo corretto, cosa che spesso non succede, e che dovrebbe pensare parecchio alle conseguenze delle sue parole, prima di parlare.
Qual è il punto? Considerando i 1750 sottoscrittori (grazie) del mio feed, e le 5/7000 pagine medie al giorno (secondo i sistemi di rilevazione), non è che io sia tranquillissimo al momento di cliccare su “Publish”. Se da un lato questi numeri mi intimoriscono, specie se scrivo di stupidaggini come spesso mi piace fare, dall’altra mi spronano a controllare, rileggere, ponderare, controllare fonti e link prima di pubblicare qualunque cosa.
Se decido di esprimere un qualunque giudizio su un prodotto o un servizio, devo riflettere attentamente: ci sono dei post che hanno raggiunto le prime posizioni su Google, e non sono per nulla teneri.
C’è anche un aspetto di fiducia reciproca da considerare: chi mi legge in qualche modo si fida di me, ma anche io, forte di uno degli assunti base dei blog, che recita: “I tuoi lettori ne sanno sempre più di te”, mi aspetto un atteggiamento critico e “senza sconti” da voi. Se scrivo qualcosa di sbagliato, se dico una fregnaccia, mi aspetto di essere rapidamente corretto. E fortunatamente avviene.
Sono meno libero rispetto a quattro anni fa? Da un lato mi sento libero di esprimere le mie opinioni in maniera più “forte” di prima, dall’altro sento parecchio il peso della responsabilità per tutto quello che appare su queste pagine.
Ritornando al caso Tagged, sono rimasto veramente colpito dalla facilità con la quale la fiducia che le persone ripongono in me possa causare fastidi, se invocata con leggerezza.
Come si evolverà la cosa? Non lo so. Ogni tanto fantastico di ricominciare con un anonimato di ritorno, ma poi la pigrizia ha il sopravvento. Mi piacerebbe conoscere le sensazioni di chi mi legge e dei “colleghi”, tanto per capire se ho delle fisime inutili, oppure se qualcun altro si è posto il problema.

54 commenti

  1. Ho le tue stesse fisime nonostante abbia una 40ina di abbonati e meno visite che abbonati al blog.
    Non credo che la responsabilità sia questione proporzionale ai lettori: oltretutto anche un “piccolino” come me è visibile e, nonostante il mio pagerank zero, un ufficio stampa di una banca mi ha contattato per via di un mio articolo critico!

  2. vai tranquo. è normale sentirsi il peso delle responsabilità, raggiunto un certo audience. dovrebbero pensarci i giornalisti ogni tanto.
    cmq non c’è l’ho con te per la questione tagged, ma comunque dovrai fare pegno a genova, se vengo 🙂
    ps: fare pegno in friuli significa bere (tanto) e pagare da bere (altrettanto)! 🙂

  3. hehe è proprio per la questione tagged che aspetto maggiori test su faxando!
    ma stai comunque tranquillo: tutti i lettori ci mettano la testa, anche nel seguire consigli e giudizi di fonte affidabile come generalmente sei

  4. Pienamente condivisibile la tua riflessione…
    Io personalmente seguo il tuo blog da un bel po’ di tempo, ed è uno dei pochi, tra tutti quelli che leggo costantemente, che è presente tra i miei feed. Mi piace cosa e come scrivi, mi piacciolo le piccole divagazioni e tutto il resto.
    Sebbene io non mi dedichi a scrivere per un grande pubblico, ritengo comprensibile questo “peso”, ma al tempo stesso ritengo anche che sia una grande fortuna, meritata sicuramente, avere la possibilità di condividere le proprie idee con un così vasto numero di lettori, continua per questa strada, la strada che ti ha portato fin qui e, son sicuro, vedrai crescere ancora i numeri di sottoscrizioni e visite…

  5. Sì che la responsabilità dipende dalla quantità.
    Esiste, credo, proprio un’etica differenziale a seconda del numero di destinatari.
    Ti faccio un esempio, per capirci.
    Io potrei anche dire, in un gruppo ristretto, che il mio singolo voto alle politiche è ininfluente: statisticamente, la possibilità che abbia torto è assolutamente minima.
    Quindi potrei anche convincere i miei interlocutori che non vale la pena di andare, senza per questo alterare il risultato finale.
    Ma se invece parlassi a un numero elevato di persone, una massa critica la cui latitanza potesse incidere sui risultati, non mi sentirei eticamente autorizzato a esprimere quel pensiero, anche se probabilmente vero.
    Questo è del resto solo uno dei casi della vita in cui la quantità influenza la qualità 😉

  6. Se la tua è una fisima, allora spero sia contagiosa, un’ epidemia dilagante, una pandemia senza cura.
    Tv e giornali dovrebbero essere le prime “vittime”.
    Pensa che paradosso: una malattia incurabilmente buona !

  7. se tutti i giornalisti avessero (o potessero permettersi) un’onestà intellettuale come la tua saremmo a cavallo. le (poche) imprecisioni che scrivi sono ampiamente bilanciate dall’utilità della maggior parte dei tuoi post… e poi l’aumentare dei lettori comporta, oltre ad una crescita delle tue “fisime”, anche un numero maggiore di critiche e correzioni se scrivi qualche stupidaggine… è un meccanismo che si corregge da sè no?
    grandi poteri, grandi responsabilità 🙂

  8. …da neo-piccolo blogger apprezzo quello che hai scritto…
    sono dell’opinione che purtroppo fenomeni come tagged ci saranno ancora, ma noi blogger non possiamo fermarci…
    i nostri lettori ogni giorno aspettano i nostri post!!!
    …avanti a testa bassa…
    ciao

  9. Avere senso di responsabilità significa serietà. Resta il fatto che il blog è pur sempre casa tua, e non mi piace pensare che dietro a un post ci siano opinioni “ponderate” e “limitate”..
    Nel rispetto del buon senso, un blogger (che è ben diverso da una testata giornalistica) deve comunque poter dire la sua..

  10. Andrea io vado controcorrente.
    Io parto dal presupposto che dall’altra parte ci siano persone con capacità critica (cioè che sanno leggere e valutare quello che leggono).
    La responsabilità non è mai di chi scrivi bensì di chi legge.
    Trovo preoccupante il fatto che ci possano essere persone che solo per il semplice fatto che qualcosa sia detta o scritta da una persona “fidata” clikkino o agiscano senza pensare.
    IMVHO è giusto che tu valuti con attenzione quello che scrivi o quello che fai (per correttezza ideologica soprattutto nei tuoi confronti) ma, poi non devi preoccuparti per gli altri che a loro volta devono leggere e criticare (nel senso del valutare) quello che leggono.
    E’ ovvio che se mi fido di una persona la mia valutazione sarà meno profonda ma ci sarà comunque.
    Ho deciso di cambiare hosting e ho valutato diverse opzioni e alla fine ho scelto webperte perchè ho telefonato e mi sono fatto dare le configurazioni del php.ini che mi creano problemi ed altri servizi che ti lasciano usare e poi ovviamente perchè il tuo blog è sempre up ed è veloce e quindi l mio bloggettino che ha molte meno visite non avrà problemi. Quindi è vero che la tua opinione mi ha influenzato ma è anche vero che ho verificato e se le cose non andranno bene sarà colpa mia mai e poi mai tua.
    Sarebbe troppo comodo dare la colpa agli altri delle proprie scelte perchè ho fatto qualcosa in base a qunto detto da qualcuno di “fidati”.
    In sintesi , fregatene e scrivi quello che pensi , mantenendo la tua onestà intellettuale e se commetterai degli errori chiederai scusa ma, non puoi prenderti la reponsabilità di quello che altri potrebbero fare leggendo quello che scrivi, se la mamma del cretino è sempre incinta mica puoi fartene una colpa.
    Come sempre, qualsiasi cosa io scriva è e rimane una mia opinione.

    ciao

    wolly

  11. anche a me è capitato di scrivere dei post con qualche errore. E devo dire che tra i 151 lettori c’è sempre chi molto velocemente riesce a correggermi ancor prima che molti altri leggono lo stesso articolo.
    Lo confesso: anch’io sono affetto dalla tua stessa fisima.

  12. ho provato a scrivere questo commento almeno 10 volte regolarmente cancellato, quindi sono la persona meno indicato per dirti come scrivere, a me piace venire qui.. si sente aria buona e sana…
    Chapeau al tuo blog

  13. Sai che ci ho pensato anche io nel senso, ho rilfettutto su quanto mi fidi di te nel momento in cui avevo già cestinato tutti gli inviti Tagged ma quando l’ho ricevuto da te sono andata ad approfondire (poi non mi sono iscritta per fortuna) … io sono convinta che noi tutti abbiamo una testa e quindi sappiamo valutare e al limite contestare quel che scrivi, se poi post su post ti sei guadagnato la nostra fiducia penso sia una cosa bella e la riprova che sei una persona intelligente e che tende a scrivere cose di cui ha cognizione

  14. Andrea, se tutte le persone che in un modo o nell’altro “fanno informazione”, si ponessero le tue domande e avessero i tuoi scrupoli, il mondo sarebbe indubbiamente più bello. :-*

  15. E’ da un pò di tempo che ti seguo ma non ho mai scritto commenti…
    Se lo faccio ora è per invitarti ad andare avanti e non fissarti troppo…
    Come ha scritto luca,è un piacere venire qui,leggerti e seguire i tuoi sempre ottimi consigli(per me lo sono!)
    Anche se qualche volta capita un “errore”,che vuoi che sia.. 🙂
    Tranquillo e buone feste!

  16. Non ti fare di questi problemi Andrea. Il blog non è come la bibbia. Siamo liberi o meno di crederti. Siamo liberi di criticare tue scelte, dirti che spari “stupidate” quando lo fai (per sbaglio, per scherzo o non volendo). Il blog è bello perchè libero. Il blog è strettamente legato ad abitudini e testa di chi lo possiede.

    Morale della favola? Semplicemente continua a scrivere di te / di informatica / di altro in generale. Nessuno ti dirà mai di smettere o di rigettarti nell’anonimato. Piuttosto si fa prima a cancellarti dal feed reader, fidati!

    Buona serata 🙂

  17. “hehe è proprio per la questione tagged che aspetto maggiori test su faxalo!”

    beh, non c’è da rischiare molto 🙂 questo (faxalo) non ti chiede i dati del tuo account nè manda email a tutti.

    Comunque Andrea continua così!

    Ciao a tutti 🙂

  18. Andrea, penso che le tue riflessioni siano condivisibili e consapevoli, ma un blog ha il vantaggio di essere libero come sottolinea Gioxx, posso leggere come posso anche non farlo, nessuno mi obbliga! E se lo faccio e mi fido e se lo fanno in molti e si fidano in molti un motivo ci sarà pure 😉 Le info su un blog non sono a senso unico, chi ti legge può interagire e intervenire con te, commentando criticamente se è il caso… Insomma un blog molto seguito può far sorgere “fisime” come tu le definisci ma nello stesso momento ci si deve anche chiedere perché è molto seguito 😉
    Almeno così la penso io!

  19. Ciao Andrea, volevo semplicemente esprimere una mia semplice opinione: fai sicuramente bene a riflettere su queste cose, mai affrontare con troppa superficialità niente, però ritengo che se ciò che dici è esclusivamente opera del tuo pensiero e delle tue esperienze, che non ci sia dietro nessun interesse specifico (cosa che spesso e volentieri guida le persone che tu hai menzionato come potenziali esempi), come sono sicuro che sia, allora esprimilo pure in libertà. Questo è il tuo posto, espressione delle tue idee, condivisibili o meno che possano essere. Come ha già commentato più di qualcuno chi ti legge ha, fortunatamente, la libertà di accettare o meno quello che dici, diventa poi una sua responsabilità e non più tua.

    Continua così, è sembre bello e utile leggere commenti “liberi” e sinceri

  20. Da quello che scrivi e da come lo scrivi si vede che ci metti l’anima in tutto quello che fai e credo che il senso di responsabilità sia solo una delle tante virtù che traspare limpidamente a chiunque scorra le pagine di questo blog: sia esso un amico, un lettore di passaggio o quant’altro.

    Detto questo il caso Tagged è stato un mix di ingenuità da ambo le parti: di chi ha invitato senza sapere di che cosa si trattasse e di chi ha accettato senza leggere attentamente alle condizioni che stava sottoscrivendo. Sono cose che capitano soprattutto a chi si adopera per far si che “la parte abitate della rete” sia sempre più densamente popolata e diventi sempre più una ridente società poco virtuale e molto sociale.

    Abbiamo imparato tutti la lezione Tagged (che è pessimo) e non mi resta che dirti di andare avanti come hai sempre fatto perchè sei un grande.

    Un salutone,
    Davide

  21. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.
    Il riferimento a SpiderMan mi fa impazzire.

    Per contribuire alla discussione, non saprei cosa dire.
    E’ sempre comunque meglio averli questi superpoteri. Se un giorno decidessi di resettare con un nuovo Nick la blogsfera ti scoprirebbe in meno di 30 secondi…

  22. Andrea, il problema secondo me non si pone. O tu sei uno che pesa le parole, oppure tu sei uno che parla a vanvera.

    In entrambi i casi, questo si rifletterà naturalmente anche nel tuo blog, e i tuoi lettori si accorgeranno molto in fretta.

    A parte questo, tutti possiamo sbagliare ogni tanto. Una delle cose belle del blog è che nessuno pretende l’infallibilità di nessuno: sennò che amici siamo?

  23. C’è un po di verità sia nella tua esternazione e in tutti i commenti, a cui non aggiungo nulla sui contenuti.
    Però… tu pensi che i venditori di automobili si debbano sentire in colpa per gli incidenti automobilistici ?
    Paragone forzato, magari nemmeno troppo azzeccato.
    Sei una persona seria, onesta, critica, curiosa, intelligente e molto preparata, inoltre tutti conoscono e apprezzano la tua umanità e la propensione ad aiutare il prossimo.
    E’ per questo che hai così tanta audience (passami il termine televisivo e non ti offendere dato il livello medio(cre) dei contenuti del media), proprio per questo!
    Il fatto che sia tu a “trasmettere” , NON vuol dire che dobbiamo tutti sconnettere il cervello; anzi non dovrebbe forse essere il contrario ? uno stimolo a cercare un’interazione di livello elevato ?
    In tagged ci sono cascato come un pollo, ti assicuro che la mia esclamazione è stata “acciderbolina sono proprio un pirla” (due dei termini in realtà erano un poco più coloriti),
    e tu… “non sei stato nominato” (giuro ho visto solo la prima puntata della prima edizione del grande fratello)

    sei molto responsabile
    non ti arrovellare troppo,
    continua a fare ciò che stai facendo!

  24. Sei una piccola radio in fondo. Quindi un piccolo media.
    Ma la tua reputazione è molto forte. Ed è accompagnata anche da una grande fiducia che ti sei conquistato negli anni e con la qualità dei tuoi messaggi e delle tue azioni.
    Non sei un giornalista, ma un opinionista sì. E le tue opinioni contano. Devi reggere questa responsabilità in modo “digitale”. O la reggi o non la reggi. O 1 o 0.
    Non ti struggere per Tagged, tra dieci giorni non ci ricorderemo neanche di cosa si tratta(va).

  25. Arrivo dopo una ventina di commenti, ma mi sento di dirti sommariamente, le stesse cose dette dagli altri.
    Il senso di responsabilità di ciò che si scrive, secondo me, è qualcosa che va anche oltre il numero di lettori. Non ho la tua audience e non pretendo di erigermi a maestro di qualcosa ma comunque, quando scrivo rifletto sempre. Ultimamente tra l’altro, mi sto accorgendo che mi preoccupo molto di più dell’influenza che potrei avere sui più piccoli (blogger e non!). E’ qualcosa che spesso non si valuta completamente (quando rispondete a post “seri”, su argomenti impegnativi (fede, religione, etc), vi chiedete mai che impatto possa avere su un ragazzo in crescita rispetto ad un cinquantenne? Oppure vi preoccupate solo di sfoggiare la vostra – indubbia – bravura?). Nel tuo caso ovviamente conta un po’ meno, parlando molto più spesso di cose tecniche che di altro, ma come puoi vedere, la sostanza non cambia.
    Sono anche d’accordo con chi dice che spesso i giornalisti non hanno lo stesso cruccio nostro (e magari neanche i tizi in tv…) ma è questione di soldi in quel caso e forse, anche un po’ di educazione.
    Non sono del tutto d’accordo con wolly, sono consapevole che educare a non prendere tutto per oro colato quando si leggono i blog non sia un male ma, dall’altro lato, non si può pretendere che tutti abbiano il nostro livello d’attenzione e la nostra stessa capacità critica. E in quel caso… io mi sento parzialmente responsabile di quel che dico.
    Per l’anonimato… che cambia? Ritornando al mio discorso iniziale… dieci o mille persone fanno differenza? Sono di più… ma non credo che fare sbagliare anche solamente ad una persona sia meno “cattivo”.
    Riguardo gli errori… beh, è ovvio che possano capitare. Nessuno è perfetto, neanche un genio. Scappare è dunque inutile… l’importante è solamente mantenere la testa sulle spalle e magari, contare fino a 20 prima di cliccare su “Pubblica”…
    Ciao (e continua così),
    P|xeL

  26. In troppi spesso sparlano a proposito: politici, giornalisti, intellettuali, manager, alti prelati…
    Si spende una marea di denaro pubblico per un portale sul turismo che molti blogger avrebbero costruito meglio da soli con pochi euro.
    Il sito di un ministro è stato infestato pochi mesi fa da pornografia per noncuranza.
    Si fanno leggi su internet deliranti e inapplicabili seguendo gli interessi di ristrette lobby e sulla spinta emotiva dei fatti di cronaca.
    L’informazione tradizionale e ufficiale vede la blogosfera e la rete in generale come un mondo di extraterrestri.
    Fai bene, per scrupolo tuo personale, a riflettere sulla tue responsabilità, tuttavia ti consiglio di gurdarti intorno e di rilassarti… il confessionale spetta ad altre persone.

    Ciao, Alberto

  27. Non ho letto tutti i commenti, ma non mi sembra che per causa tua qualcuno sia andato in rovina o peggio, hai sbagliato, come tutti hanno fatto, fanno e faranno, ma, per dire una frase fatta, se si impara dai propri errori, si migliora.

    Come dici anche tu, non credo che noi, tuoi lettori, siamo un branco di pecore che ha bisogno di un capo da seguire, tu, come tutti, puoi dare un’opinione, uno spunto di riflessione, che può contribuire a consolidare o ad incrinare le nostre idee, ma non ad imporre le tue certezze.

    Anche se sei “caduto” una volta, rialzati, continua, e dai conferma che il tuo blog merita di essere letto.

  28. “ad esempio è mia opinione che chi parla in televisione o scrive sui giornali, dovrebbe cercare di usare l’italiano in modo corretto, cosa che spesso non succede, e che dovrebbe pensare parecchio alle conseguenze delle sue parole, prima di parlare.
    Qual’è il punto? ”

    Il “qual’è” con l’apostrofo è un sottile gioco di psicologia relativo al discorso fatto sopra oppure una semplice svista? 🙂

  29. Io dico continua cosi’, chi legge e prende per “oro colato” quello che scrivi si assume la responsabilita’ implicita di cio’ che poi va a fare. Onestamente chredo che questo sia uno dei migliori blog in circolazione, e non certo perche’ usi wordpress. 😀 Continua cosi e ricorda che “chi non fa non falla”.
    Max

  30. in realtà tutti ti diciamo cosa fare ma nessuno capisce esattamente il peso che senti, poiché nessuno ha il tuo numero di lettori.

    ricominciare da zero non gioverebbe a te e alla blogosfera. Meno gente verrebbe qui, meno gente leggerebbe il 99% delle cose sacrosante che scrivi. Mi sento di quotare Gaspar: nessuno pretende niente da te, quindi sbaglia pure quante volte ti viene 🙂

    HEY! qua sotto akismet conta 100,089 spam, festeggiamo!!! 🙂

  31. Io ho circa un ventesimo delle tue visite, per cui è molto più probabile che le fesserie che scrivo riescano e passare inosservate… 🙂
    In ogni caso confesso che io stesso, in più di un’occasione, ho cancellato la pubblicazione di alcuni post già scritti, perchè non ero sicuro al 100% di alcune cose che dicevo!

  32. Quello che citi è un rischio che chi più chi meno corriamo tutti, e anche se io ho al massimo 20 lettori il caso tagged ha colpito anche me… ovvio che se avessi i tuoi “numeri” mi preoccuperei anche io. Forse sarei tentato di snaturare quello che è il mio modo naturale di esprimermi o di scrivere (che a volte indulge alla volgarità, altre volte si inoltra negli ameni territori del cazzeggio più assoluto). In ogni caso a mente fredda sottoscrivo i commenti precedenti. Devi comunque continuare con la solita attenzione e la solita passione, però conscio del fatto che se vorrai iniziare una campagna contro l’uso degli iPod, probabilmente dopo qualche mese la Apple avrà una netta flessione nelle vendite in Italia… 🙂

  33. A mio avviso in un blog si è liberi di esprimere quel che si vuole, a prescindere dal numero di lettori, esattamente come se si parlasse con propria zia o al tavolo della cena di classe. Il confronto con televisione e giornali poi è falso e malposto; ai blog si arriva in maniera mille volte più spontanea di quella che ci porta ai TG o al quotidiano (inoltre preso quello dipendiamo da lui per tutte le news); i giornalisti in più sono pagati per dare notizie che abbiano verificato, la libertà editoriale dei blogger (non che io dica con questo che si debbano scrivere falsità appositamente) è la sua vera ricchezza e quel che permette di sceglierlo o no ai suoi lettori. O in breve, tu lo puoi dire “non andate a votare” se lo pensi, e troverai persone in accordo e altre in disaccordo e ne discuterete. Vespa a Porta a Porta non può, perché purtroppo ancora qualcuno lo guarda e quella è ancora televisione di stato (era solo un esempio).

  34. Facendo una distinzione tra chi ti conosce e chi ti legge, io posso dire di essere certo che comunque, anche su possibili errori, tu sia sempre in buona fede 😉

    Resta il fatto che per tagged… non c’è uno smile con la mano tra i denti? 🙂

    Buona Pasqua

  35. Tagged a parte hai ragione: io ho 300 iscritti del Feed circa quindi sono una mosca nei tuoi confronti ma ho cercato sempre di scrivere indipendentemente dai lettori.
    Voglio dire,non è che me ne frego,ma se sono coerente con me stesso credo di esserlo anche con chi mi legge: questa potrebbe essere forse la definizione giusta dell’autorevolezza di cui si parlava.
    Credo poi come scrivevo in un post tempo fa che dovremmo ricordarci i motivi per i quali abbiano iniziato a scrivere. Quali sono i vostri ? Ed il tuo Andrea ?

  36. caro andrea
    “nonostante” la tua grande audience resti uno dei blogger onesti intellettualmente che contiinuano a seguire una loro completa coerenza e competenza
    ergo vai tranquillo ci fidiamo di te
    e meno di molti altri
    happy easter
    VP

    PS su tagged sono rimasti fregati in molti … il problema e’ un po’ di conformismo e una eccessiva capacita di voler sempre trovare cose nuove

  37. Dal mio punto di vista, sono fisime e sono inutili.
    Hai la responsabilità della tua vita, della tua famiglia e del tuo lavoro, penso che sia più che sufficiente.
    Non prenderti la responsabilità dei comportamenti di chi ti legge, nessuno ha le spalle così larghe.

  38. è già stato scritto praticamente tutto quello che pensavo, quidi posso aggiungere una sola cosa: il fatto di interrogarsi sulla propria responsabilità è già di fatto una presa di responsabilità. poi anche se qualche volta si scrive qualche sciocchezza, non è poi così grave… un po’ di relax serve sempre, sia a chi scrive che a chi legge…

  39. Posto che interrogarsi come fai già ti fa salire un altro paio di gradini, io credo che la responsabilità di chi legge debba essere maggiore di chi scrive.
    E poi, dal mio punto di vista, non c’è nemmeno stato l’affaire Tagged, evidentemente non sono nella tua rubrica…

  40. Andrea, anche io mi sono iscritto a Tagged a causa del tuo invito. Stavo lì lì per mandarti a quel paese… ma riflettendoci ho pensato che un momento di “entusiasmo incontrollato da condivisione da novità” può capitare a tutti. Per cui perdonato 😉
    Tra l’altro, anche io avrei dovuto pensarci più di una volta – e informarmi bene – prima di iscrivermi a quel servizio.

  41. Non lo so. Non mi convince. Voglio dire, pensare bene a quello che si dice, informarsi prima di affermare determinati fatti, ragionare bene sui contenuti di quello che si scrive non dovrebbero essere funzione del numero di lettori o persino del semplice fatto di essere letti, ma atto dovuto dello stesso comunicare, cosa che molti giornalisti dimenticano. Viceversa, l’essere letti da molti non dovrebbe farci venire il timore di sbagliare, perché sbagliare è umano e se fosse questo il criterio nulla più diremmo o scriveremmo. Quindi il mio consiglio è: scrivi quello che ti dice il cuore, nella forma della mente, e con il coraggio di chi ha abbastanza stomaco da non aver paura di avere una propria verità, per quanto sbagliata possa essere. In quanto alle critiche, preoccupati solo quando NON le ricevi.

  42. Torno ora dalle mie vacanze pasquali, …quoto in pieno quanto commentato da altri che rispecchia, tranquillamente il mio pensiero…ti leggo da anni, da anni rimani una delle mie blogstar intoccabili, vai bene così,ed è bello che tu ti faccia dei problemi, ma non fino in fondo…tutti possiamo scegliere , e lo sai ..ed io continuo a scegliere andreabeggi.net , se non ci fosse bisognerebbe inventarlo e non sono solo lusinghe. Vai andrew,,!! 😉

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