Riflessioni sulla convergenza
In questi ultimi giorni, la disponibilità di un N95 e alcuni commenti di vari Twitters, mi hanno fatto riflettere parecchio sul concetto di convergenza.
In sostanza: è giusto/comodo integrare tutte le funzioni di diversi dispositivi in un unico oggetto, oppure è meglio che le funzioni siano separate?
Il nuovo apparecchio di Nokia rappresenta probabilmente un embrione di quello che tutti avremo in tasca tra qualche anno; l’esigenza (fisima?) di essere connessi sempre e ovunque, ascoltare la propria musica, guardare i propri video, scattare foto, produrre filmati e podcast, e condividere il tutto si diffonde sempre di più. E’ evidente che la telefonia è solo un pretesto per avere in tasca un oggetto che è un computer multimediale a tutti gli effetti; è paradossale che in quasi un mese di utilizzo, la funzione che non ho mai usato è stata il telefono. Non ho fatto neppure una telefonata, ma ho preferito usare l’N95 per navigare in internet, scattare foto e mandarle a Flickr, fare wardriving ed in generale usare tutte le funzioni che qui si trovano integrate, e non su dispositivi diversi.
Un amico mi ha detto una frase che mi ha fatto pensare: “Noi siamo i tipi che non si accontentano e non vogliono subire le scelte tecniche delle aziende: è evidente che i vari mattoni che compongono le funzionalità del ‘telefono’ hanno caratteristiche che non accetteremmo mai in dispositivi con funzioni dedicate”. L’affermazione inquadra bene l’idea che mi sono fatto: l’efficacia del dispositivo non è la bieca somma delle sue parti, ma deriva piuttosto dall’integrazione; essa fa si che la funzione che ci interessa in un dato momento sia lontana due/tre pressioni di un tasto, e non risieda invece in tasca, in borsa o addirittura a casa.
Le funzionalità non ottimali sono il compromesso che si deve accettare in cambio della comodità d’uso. Un esempio: la decantata fotocamera del N95 ha si 5 megapixel e un’ottica abbastanza luminosa, ma la mia vecchia Canon a 2 megapixel di 5 anni fa vince a mani basse in fatto di qualità dell’immagine e di definizione dei dettagli, basta guardare le foto senza zoom per rendersene conto (date un’occhiata al mio account Flickr, dove trovate foto fatte con entrambi i dispositivi). E non mi sognerei mai di abbandonare iPod; ma il problema è che non sempre lo ho con me, e alla fine finisco per utilizzare di più il telefono per una pura questione di comodità, visto che lo trovo sempre in tasca.
Alcuni trovano buffo che io giri con due telefoni che in questo momento sono esattamente agli antipodi per funzioni e prezzo: Il Motofone F3, che telefona e manda (male) SMS, e il Nokia che ha qualunque funzione vi possa venire in mente. Anche qui ho capito dove stanno i compromessi, da una parte e dall’altra. Il Motorola mi offre un’interfaccia velocissima e la tranquillità di poter maneggiare un oggetto senza il timore che mi cada e si rompa, e che fa molto bene l’unica cosa per la quale è stato concepito. Progettare un oggetto per un’unica e semplice funzione è più semplice e spesso restituisce un’efficacia imbattibile da altri oggetti più “generici”.
Il Nokia, invece, mi da sensazioni di libertà, possibilità e comodità imbattibili da altri dispositivi, e non mi costringe a prevedere prima se avrò bisogno/voglia di usare un determinato oggetto, per metterlo in borsa la mattina.
Che poi mi porti appresso anche il Treo 650 è un altro discorso. Adoro i Palm alla follia. (Sono cose mie, non mi guardate scuotendo la testa: so che lo state facendo).
Sono evidenti i grandi sforzi fatti da Nokia per cercare di nascondere la complessità dell’oggetto dietro una serie di menu amichevoli, ma si cammina sempre sul filo del rasoio che divide la semplicità dalla scarsità di opzioni di configurazione. Da un lato rendere il telefono utilizzabile dal maggior numero di persone possibili, anche senza particolari conoscenze tecniche, dall’altro non scontentare chi giustamente cerca il massimo dall’oggetto di punta del mercato e vuole sfruttarne appieno le funzioni. Sarà interessante il confronto con iPhone, visto che Apple è maestra da sempre nel bilanciare il delicato equilibrio che accontenta l’utente “che usa e basta” ma anche l’esperto che cerca qualcosa di più. Secondo Scoble l’unità di Nokia darà filo da torcere al nuovo gingillo di Steve Jobs, ma ammette anche che “Apple’s software is better and sexier”.
Tornando alla domanda che mi sono posto: come spesso accade è una questione di sensibilità personale. Per quanto mi riguarda, considero questo tipo di oggetti come efficaci ma non risolutivi: se so che devo fare qualcosa preferisco per adesso utilizzare comunque un dispositivo dedicato. Foto con la fotocamera, musica su iPod, GPS su navigatore ecc ecc. Questo non toglie che l’uso occasionale di queste tecnologie può comunque dare soddisfazione anche senza un dispositivo dedicato. Se poi tra 5/10 anni i nipoti dell’N95 saranno comunissimi come gli attuali cellulari, beh, ne riparleremo allora.