Questo non mi era mai successo

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Il bravo Matteo (*), genovese che sta terminando la Scuola Internazionale di Comics a Torino, mi ha regalato un cameo in un fumetto disegnato da lui.

Ambientato in una “Genova distopica” di un 2013 post-catastrofe, faccio parte di una “rete di ex hacker e tecnici informatici che tentano di ripristinare una sorta di arpanet sul territorio, per contrastare il regime violento e repressivo”. Fantastico.

(*) Formerly known as Etere.

19 pensieri riguardo “Questo non mi era mai successo

  1. Andre per 50€ ti metto il fisico di Vin Diesel e per 100€ ti faccio sparare un bazooka. Con un bonifichino da 1000€ siamo disposti a dotarti di una Morte Nera personale, prezzi concorrenziali!

    😉

    Scherzi a parte, grazie a tutti per i complimenti, sono felicissimo che vi piaccia il mio lavoro, davvero.
    Speriamo diventi un progetto pubblicato e distribuito, per ora è ancora in lavorazione e sviluppo, poi cercherò di farlo girare tra editor e case editrici, anche se sarà un po’ difficile tenendo le dita incrociate, ma ci proverò… 🙂

    Grazie ancora a tutti, grazie Andre!
    Ciao!

    PS: Etere è tornato? Mah, mah, vedremo, ce speramo… 🙂

  2. Basta floppy sarebbe bello, se non si fosse dovuti ripartire dall’età della pietra informatica 😀

    Di più non pozzzo dire 🙂

    Comunque grazie ancora a tutti per i commenti e le critiche (ahò, vorrà dire che come ritrattista cercherò di migliorare ancora!)

    Ciao a tutti!

  3. A parte gli scherzi mi piacciono i tuoi disegni, complimenti. Ma i colori super freddi li userai sempre, li hai proprio voluti, oppure sono così solo nella scena postata?

  4. In questa scena sono voluti, per dare l’atmosfera arificiale dei monitor e dare a tutta la stanzetta un senso “sintetico”. Se guardi le pagine precedenti sul portfolio, dopo aver cliccato qui sull’immagine, vedrai che ce ne sono un paio molto calde (ad esempio perché una è ambientata interamente nel rifugio della protagonista, che è accogliente e deve dare l’atmosfera familiare, per così dire 🙂 )

    Ah poi finché non son stampate, le tavole dipendono MOLTISSIMO dallo schermo su cui le si guarda e da come è calibrato. Sembra una sciocchezza ma per i coloristi digitali è un vero cruccio 🙂

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