Quante cose perdute per sempre

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Oggi ero a casa di mia madre, e guardavo delle vecchie foto con mia figlia Beatrice, che ha 6 anni. Non aveva mai visto dei negativi e non sapeva cosa fossero.  E’ la prima volta che percepisco così chiaramente il salto tra la mia generazione e la sua.

10 pensieri riguardo “Quante cose perdute per sempre

  1. Spiegale anche che sono esistite delle cabine del telefono gialle che funzionavano a gettoni…. e che per telefonare servivan i fili 🙂

  2. E sai quante cose ci saranno ancora? i gettoni del telefono, ad esempio. O i telefoni col disco numerico. O la carta carbone e i nastri dell’Olivetti. E mille altre piccole cose che scoprirà per caso, poco per volta. E ogni volta ci si sentirà in un museo ;-*

  3. Era molto più facile, quando eravamo bambini noi, vedere “cose di un passato ancora recente e spesso coesistente con il presente” perché la tecnologia procedeva con ritmi diversi: ricordo le rotaie del tram appena coperte dall’asfalto, in campagna i carri con tanto di buoi attaccati e le cartoline di natale da scrivere e ricevere. Mia nonna, anno 1904, è passata dalla candela all’elettricità, dai cavalli alle automobili, agli aerei di linea, allo sbarco sulla luna,ha visto i primi l telefoni, a cui, in ufficio si limitava a rispondere per “paura di sbagliare” e poi lo ha avuto in casa e ha visto usare i primi telefoni cellulari. Pensare che a noi gli ETACS sembrano preistoria…. Ora i cambiamenti sono anche più veloci, anche spesso impercettibili mentre quella era un’era di cambiamenti strabilianti e radicali.

  4. La mia generazione (sono del ’55) e credo anche la tua, ha visto una Italia rurale che non esiste più da tempo. Ci son passati davanti i carri trainati dai buoi, i nonni che avevan fatto la guerra ’15/18, i tram e quant’altro. Spiegare la realtà di queste cose ai bambini credo sia una bella sfida. Soprattutto spiegare loro che rischiamo anche di dover tornare bruscamente indietro, se non saremo capaci di adottare i comportamenti virtuosi che ormai paiono inevitabili.
    Comunque io mi sono comprato una zappa e credo che comincerò ad usarla, insieme alle forbici per potare e agli altri attrezzi agricoli. Prossimo passo: la vecchia macchina a soffietto, mi comprerò un banco ottico di quelli in svendita da qualche vecchio fotografo professionista 😉

  5. Io, invece, mi sono chiesto tante volte cosa si prova vivere quel momento in cui tu, come ti è successo, ti rendi conto di tale differenza. E soprattutto come la spieghi. Mi è infatti comprensibile e condivisibile quel che dice nives sui ritmi diversi dell’avanzare della tecnologia. Credo, però, che sia fondamentale condividere la conoscenza dell’esperienza trascorsa: lo facevano i nostri nonni, lo hanno fatto i nostri genitori. Mi sembra necessario farlo con i nostri figli o con quelli che hanno anche solo 10 anni meno di noi. Non mi pare proprio che ci possiamo permettere di dare qualcosa per scontato, sarebbe come negare l’esistenza di qualcosa o di qualcuno.

  6. Quello che mi spiazza con i miei nipoti e’ proprio il fatto che son convinti che certa tecnologia (cellulari, web, ecc) sia SEMPRE esistita. Ho una nipote di 6 anni che mi spaventa circa la velocità di apprendimento nell’utilizzo di strumenti moderni (web, touch, telefonini, ecc.). Spero vivamente che vedrà lo sbarco su nuovi mondi e chissa’ cos’altro. E da una parte la invidio.

  7. Ieri a pranzo stavamo vedendo un vecchio film (“Chiamami aquila con John Belushi”) : in una scena nel film scriveva ancora con una bella macchina da scrivere … Penso che sia la prima macchina da scrivere che le bimbe (9,11 anni) abbiano visto.
    E in compenso in un’altra scena pigiava su una tastiera antidiluviana davanti ad un terminale … vt52 (o forse ancora più vecchio).

    Altri tempi …

  8. Mia figlia (14) mi guarda strano quando estraggo un vinile (ma ammira le copertine, eh eh eh). Altre cose che la stupiscono sono i telefoni a disco e le cabine del telefono. Le piacciono molto anche i racconti miei e di mia moglie dei pomeriggi della nostra infanzia anni ’70 passata nei cortili, nei campetti o a girare in bicicletta.

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