Cronache da una pandemia, S01E02

Il ponte in Val Canate
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Stanotte ho dormito, fin troppo. Alle 9 sono uscito per andare a correre; ho scelto sempre la parte più remota dell’antico acquedotto dove ho corso poco, circa 6 chilometri, ma mi sono rilassato e mi è passato il mal di schiena da troppo dormire.

Ho incontrato due coppie di mezza età a passeggio, saluti imbarazzati, incroci il più possibile a distanza e via ciascuno per la sua strada. Tornato a casa ho fatto un po’ di colazione prima della doccia e poi sono uscito con Nives per una passeggiata con il cane, sempre sullo stesso tratto. Mia moglie era in casa da più di una settimana e aveva bisogno di sgranchire le gambe. Incontrata ragazza con cane, nulla da segnalare.

La giornata è passata tra pisolino sul divano e lavoro in cantina, dove sto ripulendo e riordinando il laboratorio; sono circa a un quarto del lavoro.

Beatrice si annoia, studia, legge, vive con il telefono in mano e guarda Netflix. Nives studia e si aggiorna continuamente sul progredire della situazione, sia globalmente che localmente.

Continuo a essere “comfortably numb” a proposito della pandemia; stare in casa non mi pesa, ho cose da fare. Sembra che i casi stiano aumentando anche in altri paesi d’Europa che sono qualche giorno più indietro rispetto a noi sulla curva del contagio. Negli Stati Uniti cominciano a rendersi conto che non è uno scherzo, mentre l’Africa sembra largamente risparmiata per ora.

Stasera cena, film o telefilm, poi qualche video di cantieri su YouTube (the new umarell), poi a dormire quando cade la palpebra sul divano.

Vedremo domani.

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