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Cronache da una pandemia, S01E03

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Mi avvicino alla settimana di lockdown, oggi è domenica ma solo perché non ho lavorato sul divano, tra fogli Excel, documenti di Word e videocall.

È stata una giornata di sole tiepido e cielo terso, abbiamo rinunciato a una passeggiata con il cane perché temevamo, a ragione, che il sentiero sull’acquedotto fosse frequentato da altri; andremo in settimana e solo se farà brutto tempo. Ma tanto Chuby è contenta lo stesso: siamo tutti a casa con lei e la coccoliamo continuamente.

Stamattina ho costruito un mobiletto per la saletta, per nascondere la borchia della fibra Fastweb (ieri ho steso 15 metri di cavo in fibra ottica per spostare il router in un posto più defilato) poi ho riordinato la zona utensili e ho lavorato in giardino. Sono riuscito a rompere la biotrituratrice con un mese di vita, se tutto questo finirà dovrò portarla in assistenza. Ho smesso a metà pomeriggio con un mal di schiena lancinante, che per fortuna ora è sparito. In serata ho lavoricchiato, ma poco.

Sono sempre un po’ “sospeso”, ma la preoccupazione cresce ogni giorno di più: come finirà? Quando finirà? Quante persone moriranno? L’emergenza economica mi spaventa quasi quanto quella sanitaria, le aziende rallentano, l’economia stagna, è tutto incerto e il lavoro delle persone è a rischio, e io non ho neppure delle patate piantate in giardino. Dovrei prendere qualche gallina? Una capra? Boh.

Ma alla fine non mi annoio, ho tante cosa da fare in casa e per ora la mole di lavoro è abbastanza costante. Vivo alla giornata. A domani.

3 risposte su “Cronache da una pandemia, S01E03”

Ciao Andrea. Mettere su un piccolo orto e un paio di galline mi pare un buon passatempo. E anche una strategia di sopravvivenza.
Almeno tu fai un insalata e una foresta si basilico per il. Pesto.
Ti abbraccio

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