Le polemiche sulle Creative Commons

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

In merito ai dubbi circolati recentemente nella blogsfera sulla famigerata clausola del “prevalentemente commerciale”, vi consiglio di leggere i due post di Intempestiva:
Un confronto tra copyright e creative commons,
e
Ancora sulle creative commons: la clausola “non commerciale”.
Sono quanto di più chiaro abbia mai letto sull’argomento, scritti con evidente competenza, ma con un linguaggio da non addetti ai lavori.

14 commenti

  1. ciao
    andrea
    io sono un artista
    mi fa ridere solo dirla questa parola perchè
    almeno qui nn sinifica nulla
    se nn certi luoghi comuni legati al romanticismo
    tra l’ altro poco reali
    qui mi è accaduto due volte che me ne accorgessi
    per caso vedendo della pubblicità stradale
    rimasi stupito di come somigliasse a dei lavori che stavo sviluppando per un video

    una piantina di metro quelle simili all apparato venoso
    linee con dei pallini per le stazioni penso che avrai capito…
    bene visto che il mio totem è una salamandra
    ho sviluppato in 3d questo
    lo sovraposto
    alla piantina del metro
    ecc

    vengo alpunto il firewall mi dava un continuo
    scan port e intrusione da parte di tre pc
    bene telefono a fatweb che per caso il tecnico parlando
    mi disse ma scusi sono una ditta di grafica pubblicitaria
    cosa vuole che da lei cerchino…
    avete capito credo il mio pc acceso tutto il di
    lo avevano svuotato come un calzino
    prese dell idee
    e ciao

    mi interessai vidi che erano loro dal credits sul manifesto
    chiesi e mi dissero che avrei dovuto per ogni immagine
    registrarla al costo di 80 euro l una
    o poi forse avrei avuto al max 250 euro dopo processo

    cosa feci …
    lo lascio dire a voi
    posso a chi è curioso in privato
    postare le immagini e per chi è della mia città si ricorderà bene di quel manifesto
    ora cosa serve registrare l immagine
    è l idea che cercano nn l immagine in se
    e l idea gratis risparmia ore e ore di fatica e di umiliazioni gratis

    ciao

  2. continua….

    Pensa la quantità
    di materiale di tendenze
    di idee nuove di concentrato
    di esistenza

    e chi mi dice che questo nn sia gia
    qualcosa di concreto sottratto
    e poi usato delle grandi agenzie mediatiche
    in generale ??

    ma come tutte le cose finisco per
    diluirsi nel campo sterile
    delle aule del tribunale
    dove un povero creativo si scontra con 40 avvocati
    che possiedono 82 denti ciascuno
    inutile continuare

    il creative commons ha in se la pretesa
    iniziale di un grande parco dove si scambiano
    doc di qualsiasi formato

    e dietro neanche mal celata
    la speranza di essere toccato dalla fortuna
    di diventare o di iniziare ad entrare nel grande giro
    mondiale dei media
    come il ben noto
    apriti semsamo

    poi le regole giuridiche che nessuno dico nessuno al mondo potrebbe
    dirimere
    tra interpretazioni
    cavilli e regole diverse per nazione
    ecc

    è il motore che muove
    questo mondo
    tutti pensano che prorpio a loro capitera
    il colpaccio
    ma chi puo spiegarlo tutti ci sperano
    solo dopo un po di esperienza lo capiscono
    che è cosi
    so andrea
    nn è questo il luogo
    mi dirai
    ma credo che è una delle tante riflessioni
    fatte
    su e anche
    creative commons

  3. 1) Se la non commercial è davvero non commercial perché in USA, quando è stato posto lo stesso problema volevano fare una licenza CC NON FOR PROFIT?

    2) Travostino a parlato a titolo personale, non a nome di CC, e altri giuristi hanno detto l’esatto contrario di Travostino.

    3) CC.ita ha detto espressamente che fare pubblicità ad attività commerciali con la non commercial è permesso. La pubblicità è l’anima del commercio oppure no?

    4) Ma perché prima di fare i saputelli non vi informate bene?

  4. Cesare, il tuo non mi sembra l’atteggiamento giusto. Proprio perchè io non sono “del ramo”, cerco spiegazoini da chi ne capisce. Intempestiva queste cose le studia e ha argomentato le sue opinioni in maniera chiara e convincente.
    Cosa che non si può dire della tua, di opinione.
    Se hai links e dati oggettivi per supportare le tue dichiarazioni, scrivimi e pubblicherò volentieri il tuo intervento.
    Ciao.

  5. Vuoi i links? Eccoteli qui:

    In usa pensavano a una non for profit:
    http://lists.ibiblio.org/pipermail/cc-it/2005-May/003281.html

    La discussione sulla non commercial in USA:
    http://lists.ibiblio.org/pipermail/cc-licenses/2005-April/002160.html

    Ecco cosa dice Simone Aliprandi, giurista:
    http://lists.ibiblio.org/pipermail/cc-it/2005-May/003284.html

    E sentite bene cosa si dice qui:
    http://www.creativecommons.it/files/bollinoSIAE_e_licenzeCC.pdf

    “Ma non si può escludere che anche licenze “non commercial” possano
    richiedere l’applicazione del bollino, trovandoci di fronte a finalità che siano da
    considerare “di lucro” ai sensi dell’art. 181 bis. Pensiamo, ad esempio, al caso
    di distribuzione gratuita sotto licenza CC “non commercial” di copie di cd audio
    contenenti brani musicali, fatta a fini promozionali da parte dell’autore”.

    Prima di commentare consiglio di informarsi bene.

  6. cesare — Il 23/07/2005 alle 10:40
    scrive:

    3) CC.ita ha detto espressamente che fare pubblicità ad attività commerciali con la non commercial è permesso. La pubblicità è l’anima del commercio oppure no?

    Mi interesserebbe sapere precisamente dove e quando CC.ita ha affermato questo…
    E’ possibile avere qualche url specifico per questo punto(rivolto soprattutto a cesare)

    E’ importante

    Grazie di cuore

  7. La mia diagnosi del caso era stata fornita all’interno di un forum in cui si discuteva di vari aspetti, anche non prettamente giuridici. Quindi il fatto che tale e-mail sia usata come riferimento per tutto l’apparato di riflessioni giuridiche che possono nascere mi lascia perplesso e da un lato mi fa sorridere. Da come vengo citato (“ecco cosa dice Simone Aliprandi, giurista”) pare che io abbia dato chissà quale parere legale. Invece non stavo facendo altro che confrontarmi con altri miei colleghi giuristi su un aspetto che non avevo mai preso in considerazione approfonditamente. Infatti, quando mi sono informato, ho visto che alcune delle mie affermazioni erano DA RIVEDERE. Non a caso la diagnosi di Travostino è apparsa decisamente più precisa ed esauriente.
    E comunque vorrei far notare che sono stato uno dei primi autori di prodotti editoriali ad utilizzare una licenza Creative Commons NON-COMMERCIAL. L’avrei fatto se non avessi creduto nella validità di tale strumento? Vi lascio riflettere su questo. E – come spesso in lista CC.it tengo a precisare – le affermazioni fatte in quelle liste sono sempre a titolo “personale” e non “professionale”; nel senso che se qualcubno vuole un parere legale (con tutti i crismi) è pregato di chiederlo ad un avvocato, non ad una lista di DISCUSSIONE.
    Se siete interessati ad approfondire certi argomenti con materiale dettagliato e non troppo infarcito di componenti ideologiche-propagandistiche, vi rimando al mio sito http://www.copyleft-italia.it/.
    Grazie dell’attenzione e spero vivamente che il mio commento venga pubblicato. Onde evitare ulteriori strumentalizzazioni delle mie parole. Simone Aliprandi

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