Andrea Beggi

This revolution is for display purpopes only.

Le webradio e la SIAE

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

A seguito del tutorial Come creare una webradio, mi vengono richiesti spesso chiarimenti in merito alla licenza SIAE necessaria. Non sono assolutamente esperto di queste cose, ma navigando il sito SIAE, si ottengono le seguenti informazioni:
Deve pagare il “responsabile editoriale” del sito, cioè voi.
Dovrete richiedere un’autorizzazione.

Vorrei aprire una web radio: qual è la normativa SIAE?
Per regolarizzare l’attività di webcasting (del tutto simile, sotto l’aspetto dei diritti d’autore, a quella delle normali emittenti radiofoniche, per la presenza di un palinsesto e l’assenza di interattività) è necessario sottoscrivere la licenza Internet della SIAE, che prevede l’applicazione di tariffe diversificate, che tengono conto della quantità di musica presente all’interno del palinsesto della web radio. (…omissis…)

E’ sufficiente ottenere la licenza della SIAE per usare la musica legalmente sul mio sito?
No, le Licenze SIAE sono molto chiare su questo punto: nell’autorizzazione, che viene rilasciata in nome e per conto dei titolari del diritto d’autore (autori ed editori), non sono compresi i “diritti connessi” che spettano ai produttori fonografici e agli artisti interpreti ed esecutori per l’utilizzazione, rispettivamente, delle loro registrazioni e delle loro prestazioni artistiche (artt. 72 e segg. Legge 633/41 ). Per poter effettuare qualsiasi tipo di duplicazione, (compreso quello realizzato per il caricamento dei file sul server) utilizzando direttamente o indirettamente supporti registrati è quindi necessario ottenere la preventiva autorizzazione delle case discografiche.

Sono stato autorizzato direttamente dagli autori ad utilizzare on line le loro opere: devo comunque rivolgermi alla SIAE per la Licenza?

In questo caso si dovrebbe distinguere:
* se l’autore non è associato o mandante della SIAE o delle Società d’autori estere, l’autorizzazione può essere concessa direttamente da lui stesso;
* se l’autore è rappresentato dalla SIAE l’autorizzazione va richiesta alla SIAE stessa, cui è stata affidata in esclusiva la tutela delle opere.

Cosa succede se non chiedo/ottengo l’autorizzazione degli autori o della SIAE?
La risposta, ancora una volta, va trovata nella normativa sul diritto d’autore: chiunque utilizzi un’opera dell’ingegno, in ogni forma e modo, senza il consenso degli aventi diritto (autori ed editori e per essi la SIAE, ma anche titolari dei diritti connessi), vale a dire abusivamente, commette un illecito ed è perseguibile ai sensi di legge. Le azioni possono essere sia di tipo civile (sequestro, inibitoria, risarcimento del danno, ecc.) che penale.

Se trasmettete con una radio amatoriale dovete comunque pagare un minimo di 277 euro al mese, oltre ai costi suddetti.

Non ho idea di cosa succederebbe se il sever che trasmette si trovasse all’estero. In questo caso il programma sarebbe diffuso da un server remoto, ma l’origine delle trasmissioni sarebbe comunque in Italia. E allora?
Magari chi ne se ne intende più di me potrebbe dirci qualcosa…

Aggiornamento: come da sollecito, nei commenti un parere documentato di Intempestiva

60 Commenti

Luca | #

Confermo che per una radio amatoriale senza pubblicità devi solo pagare 244€ all’anno e non al mese (mi pare una cifra abbordabile).
Unico vincolo sono i 30 ascoltatori massimi contemporanei.

Per quanto riguarda lo streaming, io uso fluidstream.net.
25 ascoltatori su ip pubblico in aac+ a 48k (suona come un cd!) a 13 euro al mese.
Ho provato anche in mp3 a 96k, ma si sente meglio in aac+ a 48.

Luca

pino | #

Devi pagare anche Euro 350 a CNF altrimenti la musica te la devi suonare e cantare da solo. I diritti d’autore riguardano lo spartito e il testo delle canzono, non l’incisione su disco e i diritti degli interpreti tutelati da CNF. Purtroppo.

Gianni | #

Ciao ragazzi e non, sono stato al ministero delle comunicazioni perchè d’accordo con il comune, volevamo aprire una radio per raccogliere un pò di ragazzi in giro per il paese, crearle un’intresse e magari anche un lavoretto perchè no. Premetto che abbiamo trovato stranamente una frequenza libera per un raggio di 20 Km la risposta è stata no, non si può, c’è una legge che forse voi siete informati sicuramente appunto la legge Mammì cioè quando è stata fatta la legge chi c’è c’è cani e porci in quel momento, poi più nessuno. Qusto stato sgangherato, non poteva riservarsi una fetta di frequenza e poi distribuirla a chi ne faceva richiesta con i dovuti requisiti? Ci sono radio che hanno due tre frequenze nel raggio di 20 30 Km. Poi tornando a Siae, è veramente scandaloso degno di quarto quinto mondo. Vorrei fare un esempio: questa siae che pretende i diritti d’autore, mah quando si compra un cd strapagandolo fino 30 € non basta? poi si lamentano se uno le scarica da internet, le facessero pagare meno un cd. Un’altra cosa, ma se le radio non trasmettessero le loro canzoni, chi le ascolterebbe per me dovrebbero pagare loro le radio, altro che pagare noi.
Allora stiamo pensando di aprire una radioweb ma anche quì
con tutto quello che ho sentito mi viene male solo a pensare con tutte queste procedure e tasse da tutte le parti non saprei da dove iniziare. a questo punto mi sa che mi arrenderò questo è uno schifo di paese, ma dicono che, “la legge è uguale per tutti??” c’è qualcuno però che ha fatto l’asso piglia tutto. Non so se ho reso l’idea. Grazie saluti a tutti.
Gianni.
P.S. se qualcno decide di fare una petizione per non pagare più questi signori e altre ruberie io ci sono.

nicola | #

Sono presidente di un associazione no profit eci riuniamo una volta a settimana in un locale balliamo, vediamo dvd. Dobbiamo pagare la Siae se si in che misura? grazie Nicola

antonio | #

e se uno apre una radio affiliandola come associazione culturale? So che ci sono sconti siae per esempio se ti affili con l’Arci.

steve | #

ciao. se non ho capito male ed ho fatto bene i conti per una web radio personale senza scopo di lucro questi sono i prezzi

SIAE 480 euro all’anno se avrete più di 30 ascoltatori
SCF 420 euro all’anno

piccoli sconti se vi associate gratuitamente alla Web Radio Assiociate http://www.wra.it

tirando le somme si spendono 900 euro all’anno che per chi come me vorrebbe farlo con degli amici giusto per divertimento è una somma fuori dal mondo. certo, sei si è in un gruppo di 10 amici 90 euro a testa all’anno si possono anche spendere, ma noi siamo in 3 quindi sarebbero 300 euro a testa all’anno, ovvero 25 euro al mese. rispetto all’america sono dei prezzi davvero fuori dal mondo. secondo me SIAE e SCF dovrebbero fare un bel accordo e chi vuole aprire una radio web no profit dovrebbe trovarsi a pagare una cifra che non deve superare i 300 euro all’anno. sono d’accordissimo sul fatto che i diritti d’autore vadano tutelati ma il mezzo di tutela di siae e scf è mettere dei paletti costosissimi invece di trovare soluzioni che facciano tutti contenti.
ora non so che fare. cercare degli sponsor che mi paghino in nero ma se poi mi becca la finanza? oppure non pago e spero che non mi becchino. davvero sono demoralizzatissimo.

Sal | #

Domanda per Andrea/Intempestiva

Da qualche tempo esistono siti quali live365.com e loudcaster.com che si prefiggono di mediare tra discografici ed utenti, offrendo un servizio a pagamento che comprende le royalties dovute alle società di tutela dei diritti statunitensi. Pensi che in questo caso si possa trasmettere dall’estero ovviando al pagamento SIAE?

L.Saverio | #

La SIAE è criminalità organizzata allo stato pure e la tassa è un pizzo vero e proprio, gente ribellatevi fino all’osso e rifiutate qualsiasi conseguenza, la musica e il divertimento devono essere LIBERI, ci spetta!!!!