Le webradio e la SIAE

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

A seguito del tutorial Come creare una webradio, mi vengono richiesti spesso chiarimenti in merito alla licenza SIAE necessaria. Non sono assolutamente esperto di queste cose, ma navigando il sito SIAE, si ottengono le seguenti informazioni:
Deve pagare il “responsabile editoriale” del sito, cioè voi.
Dovrete richiedere un’autorizzazione.

Vorrei aprire una web radio: qual è la normativa SIAE?
Per regolarizzare l’attività di webcasting (del tutto simile, sotto l’aspetto dei diritti d’autore, a quella delle normali emittenti radiofoniche, per la presenza di un palinsesto e l’assenza di interattività) è necessario sottoscrivere la licenza Internet della SIAE, che prevede l’applicazione di tariffe diversificate, che tengono conto della quantità di musica presente all’interno del palinsesto della web radio. (…omissis…)

E’ sufficiente ottenere la licenza della SIAE per usare la musica legalmente sul mio sito?
No, le Licenze SIAE sono molto chiare su questo punto: nell’autorizzazione, che viene rilasciata in nome e per conto dei titolari del diritto d’autore (autori ed editori), non sono compresi i “diritti connessi” che spettano ai produttori fonografici e agli artisti interpreti ed esecutori per l’utilizzazione, rispettivamente, delle loro registrazioni e delle loro prestazioni artistiche (artt. 72 e segg. Legge 633/41 ). Per poter effettuare qualsiasi tipo di duplicazione, (compreso quello realizzato per il caricamento dei file sul server) utilizzando direttamente o indirettamente supporti registrati è quindi necessario ottenere la preventiva autorizzazione delle case discografiche.

Sono stato autorizzato direttamente dagli autori ad utilizzare on line le loro opere: devo comunque rivolgermi alla SIAE per la Licenza?

In questo caso si dovrebbe distinguere:
* se l’autore non è associato o mandante della SIAE o delle Società d’autori estere, l’autorizzazione può essere concessa direttamente da lui stesso;
* se l’autore è rappresentato dalla SIAE l’autorizzazione va richiesta alla SIAE stessa, cui è stata affidata in esclusiva la tutela delle opere.

Cosa succede se non chiedo/ottengo l’autorizzazione degli autori o della SIAE?
La risposta, ancora una volta, va trovata nella normativa sul diritto d’autore: chiunque utilizzi un’opera dell’ingegno, in ogni forma e modo, senza il consenso degli aventi diritto (autori ed editori e per essi la SIAE, ma anche titolari dei diritti connessi), vale a dire abusivamente, commette un illecito ed è perseguibile ai sensi di legge. Le azioni possono essere sia di tipo civile (sequestro, inibitoria, risarcimento del danno, ecc.) che penale.

Se trasmettete con una radio amatoriale dovete comunque pagare un minimo di 277 euro al mese, oltre ai costi suddetti.

Non ho idea di cosa succederebbe se il sever che trasmette si trovasse all’estero. In questo caso il programma sarebbe diffuso da un server remoto, ma l’origine delle trasmissioni sarebbe comunque in Italia. E allora?
Magari chi ne se ne intende più di me potrebbe dirci qualcosa…

Aggiornamento: come da sollecito, nei commenti un parere documentato di Intempestiva

60 pensieri riguardo “Le webradio e la SIAE

  1. Io sono dell’idea di mandare affan**** la SIAE e trasmettere quello che si vuole, senza tirare fuori un euro!
    Ma siamo pazzi? 277 euro al mese??? Macifacciailpiacere, ci faccia!!! 😀

  2. e questo e’ proprio il motivo per il quale ho deciso di fare una webradio che trasmette solo musica pubblicata con CC.
    e a quel paese la SIAE, disgustoso residuo giuridico di un passato che non esiste piu’.
    Sono comunque dell’opinione (e spero vivamente) che dobbiamo farci forza e tirare avanti ancora per poco: tutto quello che RIAA (portare in tribunale 12enni o pensionati per il p2p, applicazione di DRM, scandalo del TiVO, ecc), SIAE (tasse inique su masterizzatori, lettori mp3) e compagnia bella stanno facendo rappresentano IMHO il canto del cigno di un’industria che non ce la fa piu’ con il business datato e che e’ andato bene per decenni. stanno provando a raccattare e rastrellare un po’ ovunque in attesa di essere costretti (dal mercato) a fare il grande passo e cambiare drasticamente il loro assetto.

    my .2 cents 😀

  3. ma come?
    io ho passato intere lezioni all’universita’ per trovare un nick intelligente (unione tra “orange” e “geek”) e te mi chiami oranGEgeek?? eh no! 😀

  4. Con lapis intendi lapsus calami?
    8)
    Sai, io non so molto sulla questione dei contributi SIAE, ma direi che tutto quello che dici fila alla perfezione.
    Per quanto riguarda la trasmissione attraverso un server estero, credo proprio che non cambierebbe nulla: la condotta (produzione del materiale e sua immissione al di fuori delle mura domestiche) avverrebbe comunque in Italia, inoltre la lesione interesserebbe la SIAE, per cui si considerebbe avvenuto in Italia anche l’evento lesivo.
    Di conseguenza ci sarebbe giurisdizione e applicabilit della normativa nazionale. A maggior ragione si arriverebbe a questa conclusione se dovesse apparire che l’uso di un server straniero avvenuto al solo scopo di aggirare le regole italiane (la chiamano “frode alla legge” ed molto impopolare presso le Corti).
    In pi, lasciando da parte i diritti della SIAE, le norme comunitarie a tutela del diritto d’autore sono molto simili a quelle italiane, cos come gli accordi internazionali pi diffusi.
    Forse sarebbe pi sicuro intendere la trasmissione come una banca dati personale e ammettere gli spettatori solo su invito.
    Mi rendo conto che insoddisfacente perch non consente una libera fruizione e inoltre pu comunque prestare il fianco a delle contestazioni dalla SIAE e dai titolari del diritto d’autore, ma il fatto che la legge severa e si evoluta in base a decennali tentativi di aggirarla, per cui ormai lo spazio di libert molto limitato.
    Per stare sicuri l’unica mettersi in contatto con la SIAE e trovare un impiegato disposto ad ascoltare e a proporre la soluzione meno costosa in base anche a quanto il podcaster disposto a cedere in termini di accessibilit del sito, accordi con altri blogger etc.
    Ad esempio non detto che pi ragazzi possano mettersi insieme e dividere la spesa, magari eleggendo un singolo content provider.
    Considerato anche quanto poco la gente capisce di queste cose, credo sia abbastanza facile ottenere risposte differenti cambiando l’impiegato o la formulazione della domanda: diciamo che pu essere utile quel minimo di malizia che confina con l’insistenza e non fa male a nessuno.
    Non mi sentirei di consigliare a qualcuno di andare pi oltre.
    Ciao!
    8)

  5. Ho sempre ritenuto che fantomatiche societ come quella citata qui sopra, beneficino solo i propri interessi e NON gli utenti o gli AUTORI, o gli artisti pi pover o meno fortunati.

    Ho visto gente marchiata **** mettersi d”accordo con gestori vari di discoteche e locali, e ancora stento a crederci, magari mi sono sbagliato, no, non erano sicuramente loro…..

    Allora metiamo anche una tassa sui libri e sulle pagine internet, oppure sulle suonerie dei vs telefonini, sui campanello delle porte, sui clackson.

    RIVOLUZIONE secondo me quello che ci vuole. Cos ripartiamo da zero

    il mio peggior difetto di vedere le cose solo da un lato. l’altro non mi piace.

  6. Sto cercando di creare la Radio del Sito, la normativa veramente disarmante.
    Penso che sia corretto in ogni modo avere gli originali dei brani trasmrssi.
    La siae per come se applicasse interessi su interessi gi pagati, una sorta di strozzinaggio.
    Possibile che non riescano a capire che questo il modo migliore per NON diffondere la musica dei propri affiliati?
    Speriamo comunque che fatta la legge si trovi l’inganno come sempre.
    Una domanda, se io apro una societ in Polonia (o in un qualunque paese che non abbia accordi sui diritti d’autore con l’Italia, e trasmetto da un server polacco, anche se il file inviato dall’Italia non ho traccia della transazione e il responsabile la societ polacca, la SIAE cosa ci pu fare?
    Ciao, penso che ci sentiremo ancora

  7. “”e questo e proprio il motivo per il quale ho deciso di fare una webradio che trasmette solo musica pubblicata con CC.””

    Cosa intendi per CC? musica tua?
    e se uno decide di mandare solo musica sua o di amici che non sono iscritti a SIAE ma autorizzano?
    si corre il rischio di scopiazzamenti delle canzoni in quel caso..e dunque?
    Possibile che non si riesca a fare una radio on line senza pagare fior di euro alla SIAE? Alaa fine pubblicit anche per loro e ne potrebbero trarre profitto da questo!

  8. Arrivo tardi a questo post ma da circa un anno che cerco di realizzar una Web Radio per gruppi emergenti e ho dovuto quasi arrendermi proprio per il pagamento della licenza.
    Pensate che quando mi son recato alla sede Siae di Napoli (quella piu’vicina alla quale vivo) non sapessero neanche cosa fosse una Web Radio,ed l’unico aiuto stato quello di fornirmi alcune mail di contatti di Roma e di recarmi alla romana sede centrale.
    Ebbene il costo della licenza quello,se la Radio puramente a carattere amatoriale: inoltre ho poi scoperto che bisogna anche pagare per trasmettere per “pubblica diffusione”,ovvero ci sono anche i diritti dei a href=”http://www.scfitalia.it”>fonografici da tener conto.
    Ovviamente tutto questo era senza fini di lucro,no-profit,ma neanche possibile aver uno sponsor,perch in quel caso si slitterebbe nella categoria Commerciale e quindi si verrebbe a pagar pi di 1000 euro al mese.

    Il caso di trasmissione da un server estero quello pi lampante di Radio Nation,che trasmette da un server Usa e che paga anche la Riia e che proprio ultimamente ha lanciato un iniziativa di “donazione”.
    Nonostante abbia chiesto a Gianluca Neri di darmi una mano SOLO per districarmi nei meandri delle questioni dei diritti non ho mai avuto risposta,n per mail,n per GTalk,a dimostrazione del fatto che se non ci si aiuta almeno tra di noi lo stato della situazione rimarr ancora cos,con la speranza che non peggiori.

  9. Quello che non ho ancora capito…se io apro una web radio in cui viene trasmessa esclusivamente la MIA voce con canzoni MIE ed opere comunque sempre e solo MIE, devo pagare comunque una licenza SIAE? Se si, a che pro? La SIAE non regola i diritti d’autore? Se cos , a chi “deve regolarli” sti diritti se l’autore dell’opera sono SEMPRE E SOLO IO? C’ dunque una licenza a parte che mi servirebbe esclusivamente anche per trasmettere un peto in streaming? Oppure cos facendo riesco a districarmi da qualsiasi costo? Grazie

  10. Sarebbe possibile quindi aprire una web radio in totale violazione della legge, magari effettuando il download dai siti p2p? Non ci sono dei controlli che vengono effettuati dalle istituzioni per la tutela del copyright? Non si rischia prprio nulla?

  11. Ciao a tutti, sono nuovo in questo forum e sono capitato per caso perche’ cercavo appunto informazioni sulla siae per un lavoro di pubblicita’ che sto facendo. Sono un compositore.

    Comunque volevo solo dire che e’ facile dimenticare che tutta la musica esistente al mondo e’ sudore e fatica di qualche artista che si procura faticosamente da vivere in questo mondo di abusi, sia degli utenti che vogliono divertirsi ascoltandola senza pagare, quelli come voi che vogliono fare le radio senza voler dare nessun contributo agli artisti ma sopratutto quelli delle istituzioni come proprio la siae che sotto la bandiera della protezione, si mangia tutti i soldi degli artisti!!!

    Per favore tenete sempre in mente che ogni volta sentite anche una nota, qualcuno si e’ prodicato a crearla anche sostenebdo costi. Rispettate gli artisti e contribuite a lottate anche voi contro gli abusi in modo che questi possano continuare a procurarvi quello che piu’ vi piace, LA MUSICA.

    Grazie
    gC

  12. gC, personalmente non sono arrabbiato con i musicisti (almeno non con tutti :-D), ma piuttosto con le case discografiche.
    Politica miope, avidit, ottusit, unico fine il guadagno sono colpe sotto gli occhi di tutti.
    Quello che dici giusto, e questo sistema penalizza tutti: autori sottopagati, e amanti della musica scontenti e spennati.
    Evidentemente c’ un disagio e una soluzione andr trovata.
    Come ho gi avuto modo di dire, perch devo pagare 20 euro per un CD dei Pink Floyd uscito 25 anni fa? Dove vanno questi soldi? E la fandonia della cultura e della musica emergente se la possono tenere, tanto finanziano solo cloni di Britney Spears…

  13. Premetto che quelli della siae sono dei gran ladroni, qual’è la normativa per una radio non commerciale che trasmette canzoni di gruppi non registrati alla siae?
    dove mi posso informare?
    grazie

  14. Io credo che questa mafia della SIAE bisogna portarla a mi manda rai3!

    Io sono membro della PRS e MCPS le corrispettive societa’ Inglesi da anni e vi assicuro che le cose sono completamente diverse.

    gC

  15. se noi ci mettiamo a trasmettere come ad esempio shoutcast quindi win amp, con un Ip dinamico, quindi cambiandolo sempre e avendo il link della radio su un sito.tk, cosa succede?

  16. ma perche’ non smettete di essere i soliti Italiani alla ricerca sempre di fregare qualcuno. Se qualcuno ti frega in questo caso la SIAE, non da il diritto di fregare ancora di piu’. Bisogna invece cominciare a lottare per non far rubare i ladroni e non lamentarsi e poi essere ancora piu’ ladroni dei ladroni!

    gC

  17. avete tutti ragione ragazzi anke tu nosthu..
    vi siete mai chiesti xkè gli italiani vogliono sempre aggirare le regole ??
    Bè ve lo dico io, perchè ci sn società cm la S*** che approfittano di qualunque cosa e tolgono la libertà di parola a gente che vorrebbe esprimersi.
    Volevo chiedervi una cosa ma se una web radio ammette sl alcuni server all’ascolto e quindi nn + pubblica,cosa succede ?bisogna interpellare sempre qst benedetta ****

  18. Sono un giurista e qualche risposta alle tante domande lette potrei darla. Intanto noto come sia evidente uno scoraggiamento diffuso alla libera espressione e alla libera circolazione delle idee attraverso il mezzo radiofonico (in questo caso sul web). Molti chiedono se per trasmettere contenuti di autori non associati alla SIAE sia necessaria una licenza.
    La risposta é no!
    Non serve nessuna licenza di chicchessia per trasmettere contenuti i cui autori non siano iscritti alla Siae, e sempre che, é chiaro, gli autori stessi acconsentano espressamente in forma scritta.

    Se gli autori iscritti alla Siae acconsentono alla riproduzione delle proprie opere da parte di una web radio che non paga la siae, essi stessi autori vanno incontro a sanzioni, perché all´atto della iscrizione alla Siae l´autore si impegna a non autorizzare nessuno all´autorizzazione in questione.
    Tale autorizzazione spetta in modo ESCLUSIVO ED INDEROGABILE ALLA SIAE. Tale esclusivitá discende dalla legge sul diritto d´autore.

    Spero di essere stato chiaro e di avere aiutato a capire che se hai buona musica autoprodotta, buone trasmissioni autoprodotte e non usi nulla di tutelato puoi aprire la web radio quando vuoi… anzi… peccato che non lo hai giá fatto!

    ATTENZIONE! Se tuttavia intendi aggiornare il palinsesto a intervalli regolari (ogni giorno, settimanalmente, mensilmente, etc…) la web radio inizia a rientrare tra le pubblicazioni periodiche. Quindi va iscritta nel registro delle pubblicazioni periodiche presente in ogni tribunale… su questo tema potró in proseguio fornire maggiori spiegazioni.

    Io penso che la piú grande assurditá della legislazione in merito sia quella che impedisce all´autore di disporre pienamente della sua opera, non potendo di fatto autorizzare suo figlio o sua moglie, ad esempio, alla riproduzione delle sue opere. Egli stesso non potrebbe!
    Non me la prendo tanto con la Siae (struttura burocratica obsoleta e che tradisce lo spirito delle norme di tutela delle opere dell´ingegno)… mi scandalizza il “legislatore” inerme e il “giudice parzialmente scremato” che convalida sequestri assurdi…

    Alla prossima

    Chi puó si impegni sul fronte della Creative Commons… che é meglio!

  19. Sto provando ad aprire pure io una WEB radio, e devo dire che ho aggiunto una voce alla lista infinita dele cose che mi fanno schifo dell’italia: SIAE.

    ho letto che poco più sopra gc ha scritto: “ma perche’ non smettete di essere i soliti Italiani alla ricerca sempre di fregare qualcuno. Se qualcuno ti frega in questo caso la SIAE, non da il diritto di fregare ancora di piu’. Bisogna invece cominciare a lottare per non far rubare i ladroni e non lamentarsi e poi essere ancora piu’ ladroni dei ladroni!”

    Facciamo notare una cosa semplice: il costo di ricarica: sono state raccolte quasi 800.000 firme di italiani scontenti degli assurdi costi di ricarica dei cellulari, sono passati 6 e passa mesi e tutora stanno tenendo tutto in ballo. Perchè? perchè è tutto un MANGIA MANGIA!!! siamo corrotti da fare schifo e io me ne vergongo da fare schifo. Appena posso me ne vado dall’italia e vado a vivere all’estero! è una indecenza! poi non sapevo nemmeno la sotria che gli autori non possono autorizzare a ripordurre un brano eprchè la SIAE per vie contorte lo vieta… siamo proprio al culmine!!

    che schifo

  20. Intervengo nel forum per chiedere delucidazioni in merito sempre alla SIAE. Poniamo il caso che nella mia webradio decida di trasmettere musica monotematica (esempio smooth-jazz)di autori americani/stranieri i cui cd vengono da me acquistati da Amazon.com. Come la mettiamo con i diritti d’autore?. Ovvero se già nell’acquisto della musica c’è assolta alla fonte la tariffa autori/editori ad un ente straniero presumo omologo della SIAE, che senso ha a questo punto la presenza di un tariffario SIAE?.

    Ringrazio tutti per la risposta.
    Gianfranco

  21. Chiedo scusa, ma forse non sono stato chiaro. Quello che voglio dire è che non ci sono situazioni standard che la SIAE possa monopolizzare, poichè il web è di portata mondiale per sua natura, quindi se si trasmette ad esempio solo musica monotematica (anche etnica per esempio africana) e basta e per giunta il materiale originale viene acquistato ad esempio su Amazon che è lo store mondiale per eccellenza, mi piacerebbe a questo punto sapere che cosa c’entra la SIAE. Forse solo perchè abbiamo la sfortuna di trasmettere dall’Italia?.

    Spero di essere stato più chiaro adesso.
    Un saluto a tutti gli amici del forum.

    Gianfranco

  22. Gentili amici,

    sono molto contento che sia stata aperta una discussione, a mio parere molto costruttiva, riguardande il mondo delle web radio.
    Personalmente ho già contribuito all’apertura di due emittenti sul web e, se inizialmente i costi possono sembrare eccessivi, vi posso assicurare che con il passare del tempo le cose cambiano.

    Di conseguenza rivolgo questo commento a tutti coloro che fossero interessati ad aprire una web radio. Io vivo a Roma e sto cercando persone appassionate di queste nuove tecnologie, con la finalità di aprire una stazione radio che trasmette via web.

    A livello economico, l’unica soluzione risulta quella di associarsi, in modo da attutire i grandi costi di mantenimento e trasmissione. (L’idea è di dividere il totale del costo per ogni singola persona del gruppo…)

    Per quanto riguarda l’esperienza personale in tale ambito, posso certificare la massima professionalità e competenza.

    Di conseguenza, tutti coloro che fossero interessati ad “unire le forze” e avviare un progetto del genere possono contattarmi all’indirizzo e-mail megadavi@alice.it

    ed io provvederò a inviarvi il progetto scritto riguardante l’iniziativa. Come molti di voi avranno notato, infatti, le attuali leggi SIAE ed Scf (che avete dimenticato) non permettono ad un “comune mortale” di aprire una web radio.

    Nel frattempo vi auguro buone feste e spero di incontrare un grande interesse alla proposta.

    Un saluto,

    Davide Re.

  23. buongiorno,
    non ho ancora capito quanto costerebbe al mese una radio web se metto in onda solo contenuti di mia proprietà creati da me??

    grazie mille

    la questione dei 277 euri al mese è molto oscura …
    fate un ‘esempio pratico per capirci

    Pesa

  24. io penso che bisognerebbe far capire ai signori discografici ed a sua maesta’ s.i.a.e. (di riflesso)
    che se non esistessero le radio, le web radio, o le emittenti tv, loro sarebbero costretti a far fare le trottole a tutti i loro prodotti (cantanti e affini),
    tutto l’anno facendoli girare in lungo e largo tutte le piazze di ogni paese ad elemosinare uno spicciolo di conoscenza dell’ opera prodotta!!! ve possino…ciao ragazzi
    e ricordatevi che in qst caso l’unione fa lo sforzo!!!!

  25. salve amici mi chiamo luciano sono stato per tanti anni
    dj speeker radiofonico e per di piu proprietario di una radio che addesso non esiste piu.
    vorrei sapere alcune cose.
    se posso ridare il nome della radio che gestivo.
    e se i costi sono limitati per quanto riguarda il web
    grazie

  26. ciao, premesso che la confusione aumenta…. ho 3 quesiti:
    1) se trasmetto direttamente i brani da pagine myspace di iscritti SIAE?
    2) se trasmetto direttamente i brani da pagine myspace di non iscritti SIAE?
    3) nella mia città, capoluogo di provincia, nel giro di qualche anno hanno chiuso tutte le radio private a pannaggio dei network, ne sono rimaste un paio che fanno solo programmazione -senza speaker…. 8-((((- se riuscissi a trovare un accordo, non so come ma vedremo, con una di queste dicendigli, ti streammo tutto il tuo palinsesto sul mio sito, tu mi lasci un paio di ore al giorno (non so se eventualmente da trasmettere anche sulla radio convenzionale)… il mio sito deve essere lo stesso in regola con la SIAE???
    N.B. per i primi due punti: ma ogni utente che mette i propri brani, sia che sia iscritto alla siae o no, non dovrebbe essere in regola lo stesso???

  27. Ciao…sono nuovo di qui..e leggendo tutti i vari post, dal primo all’ultimo sulla SIAE..sono d’accordo con voi!

    pure io desidererei aprire una web radio…so da dove iniziare ben bene ma è sempre pur questa licenza che mi blocca…

    Vorrei saperne di + sulle licenze per web radio di CC…se avete info rispondetemi please…e grazie in anticipo!

  28. 277 euro al mese per una web radio ? Ma siete sicuri ? Non si trattava di 500 euro (circa) all’anno per una webradio istituzionale (cioè senza pubblicità) ? Qualcuno conosce le cifre aggiornate 2008 ?
    Inoltre: qualcuno conosce quanto si deve pagare al mese alla siae per una radio comunitaria in FM ?

    Sulla SCF:
    è una società privata che estorce denaro alle emittenti. Costituita da fedelissimi mediaset (i dirigenti sono ex dipendenti dell’ufficio diritti fininvest) che deve distruggere le poche radio-tv locali per accaparrarsi le frequenze di chi ovviamente sarà costretto alla vendita !
    Alcune emittenti, per quieto vivere, pagano questo pizzo.
    Altre vengono ingiustamente perquisite dalla Guardia di Finanza (collusa e complice ed indotta in errore) dalla Scf. Infatti solo la SIAE può esigere i diritti connessi e non una Spa privata come la SCF !
    Quindi se avete la visita della GDF accompagnata dalla SCF che richiede i diritti connessi, chiamate immediatamente il 112 dei Carabinieri per denunciare la tentata estorsione ed il millantato credito della SCF che si spaccia per chi non lo è (come falsi ispettori Enel che truffano anziani pensionati…)

    Oltre alla SCF si sono accodate altre sanguisughe: AFI, IMAIE, FIMI tutti dediti alla pappatoria !

    I diritti vanno si pagati ma in modo equo solo alla SIAE che poi li distribuirà (così dovrebbe fare) a tutti gli aventi diritto!

    A proposito: Alle radio e TV spettano i diritti connessi !

    Ma queste cose non ve le dirà mai nessuno…
    sono troppo pericolose per il sistema SIAE (e collusi) basato sui propri azionisti (Gino Paoli, Gigi D’Alessio, e tanti grandi nomi…)

    CHE SCHIFO L’ITALIA….

    FANNO BENE A SECONDIGLIANO E DINTORNI DOVE LA SIAE DEVE PAGARE ALLE RADIO E TV IL MENSILE PER POTER ESISTERE.

  29. Salve io non penso proprio di pagare la siae quando poi da internet si scarica musica a tutta forza,senza pagare niente.allora mi dico,che differenza c’e’? se posso scaricare musica da internet gratis come non posso far ascoltare musica sulla mia radio?

  30. uao!!!! finalmente qualkuno si e’ accorto ke sta siae sta rompendo un po troppo le palle!!!!!
    comunque siete talmente tanti che se aprite una web radio tutti insieme vi viene a costare neanke 10 euro al mese…
    pensateci…

  31. NON MI E’ CHIARA ANCORA UNA COSA!
    NEL CASO DI UNA RADIO AMATORIALE CHE NON TRASMETTE MUSICA DI ISCRITTI ALLA SIAE…
    Si devono pagare comunque sti 277 euro al mese? oppure no?

  32. ciao vorrei chiedere una cosa vorrei fare una web radio tramite un server gratis ….. l’indirizzo lo do ai miei solo ai miei amici quindi massimo 8 persone che la ascoltano la devo pagare cmq la siae?

  33. Ciao a tutti.

    Se trasmettete con una radio amatoriale dovete comunque pagare un minimo di 277 euro al mese, oltre ai costi suddetti.

    Riferimento?

    277 euro al mese è un valore eccessivo per web radio amatoriali. Non capisco come possa essere spuntato fuori, a quanto mi risulta questa cifra non è mai spuntata :S

    La siae, dal suo sito internet e dai contratti ufficiali awr indica che per web radio amatoriali la quota è di 240 euro annui se non si superano i 30 ascoltatori contemporanei, il doppio, se tale quota si eccede.

  34. ma allora io la devo pagare o no questa siae?tengo tutto pronto,il sito,i programmi ,il palinsesto….non riesco a capire.devo pagare 240 euro annui se non supero le 30 persone???grazie..

  35. Ciao a tutti,
    anch’io mi sto cimentando con una web radio e vi porto la mia esperienza.
    Ero partito con la possibilità di far sentire i pezzi da me composti sul mio sito e la SIAE dice che devo pagare per 90 secondi per un massimo di 12 composizioni circa 50€ al mese.
    Allora mi guardo in giro e vedo che la web radio costa sempre SIAE circa 250€ l’anno senza sponsor. Aggiungiamo il costo di circa 350 più iva annue per una associazione di discografici che non rappresenta neanche la totalità dei produttori.
    Insomma un costo esorbitante.
    Allora faccio la domanda: ma se i brani trasmessi sono miei e inediti pago qualcosa? e i discografici: nulla.
    Allora rivolgo la stessa domanda alla SIAE ottenendo de risposte diverse.
    Al telefono una ragazza che non sapeva forse cosa fosse una licenza e mi dice che cmq devo pagare.
    Poi navigo per la documentazione internet nel sito SIAE e vedo che se non sono pezzi e autori tutelati da loro non devo fare nessuna licenza.
    Così gli scrivo e ottengo la risposta ufficiale:
    NON DEVO FARE NESSUNA LICENZA.
    Pensate che se volessi fare un CD e produrlo da solo non sono tenuto neanche al bollino SIAE non essendo ne iscritto ne altro.
    MANGIANO SOLO SOLDI.
    Così sono partito con la radio a trasmettere solo i miei brani e quelli di autori di brani non registrati alla SIAE.
    Inoltre partirò a Giugno con una etichetta Indipendente.

    Spero di essere stato utile.

    Il problema ora è che in Italia nessuno o quasi da la possibilità di Housing (noleggio server) con la possibilità di installarci un applicativo tipo shoutcast (gratuito) con cui avviare una web radio.. ma vi sono alcuni service provider che ti offrono a 25 ascoltatori a 128Kbs per circa 30€ mese.. un po troppo per trasmettere come privato..
    Sto cercando un provider che dia un IP pubblico e una buona banda per poter montare il server in casa.

    Ciao a tutti.
    MrBoss.

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