Il momento perfetto non lo posso cercare. Arriva inaspettato.
Un tiepido sabato mattina di primavera, appoggiato a un muretto, guardo le acque pigre del Bisagno mangiando un pezzo di focaccia calda del mio forno preferito. Pace e leggerezza, nient’altro. Per un attimo il mondo non mi chiede nulla.
La mattina presto a Naxos, dopo una corsa, la spiaggia ancora deserta. L’acqua fresca della notte mi accarezza mentre il sole mi scalda il viso. E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Una tempesta di foglie gialle mentre guido su una provinciale vicino a Cortona, trent’anni fa, in moto con i miei amici di allora. Il vento le solleva a nuvole e mi viene voglia di guidare libero senza fermarmi mai.
Il primo bacio a Nives, in una serata profumata sul lungomare di Sestri Levante. “Non è facile, sai?” – “Lo so”. Esitazione e batticuore per un gesto che non sapevo ancora dove mi avrebbe portato.
Bibi appena nata che si addormenta tra le mie braccia mentre passeggio nel corridoio verde dell’ospedale e le canto Wish You Were Here sottovoce. La scoperta di un amore mai provato così forte.
Bibi adolescente che canta in auto con le sue amiche mentre le riaccompagno a casa in una tranquilla sera d’estate, le loro risate, i discorsi di un’età che non conosce ancora il prezzo di vivere. La realizzazione improvvisa di lasciare al mondo qualcuno di bellissimo.
Io e Alessio che facciamo foto stupide dopo una corsa sulle spiagge di Rimini. Ridiamo senza motivo, e tanto mi basta.
A Urbino, immobile davanti a un dipinto di Raffaello. Mentre lo guardo sono rapito da quanto in alto può arrivare l’opera dell’uomo.
Sono momenti che ricordo ancora vivi. Momenti che, di tanto in tanto, mi fanno dimenticare me stesso.