Ginger (2000 – 2014)

gingerCi ho messo una settimana prima di riuscire a scriverne. 13 anni e mezzo di amore senza condizioni, senza incertezze, limpido. Puro. Mi sembrava che fossi con noi da sempre e per un periodo mi è anche sembrato che ci dovessi rimanere, per sempre; ma naturalmente non è stato così. Hai vissuto una vita felice, circondata da persone che ti volevano bene e che si prendevano cura di te. Da parte mia posso solo ringraziarti per tutto quello che mi hai dato e per la gioia con cui mi accoglievi ogni volta, fossi stato via una settimana o cinque minuti. Continua a leggere

L’uomo che correva ridendo

L’uomo che correva ridendo si guardava attorno e respirava l’odore della mattina tiepida d’estate. L’aria era il carburante che gli gonfiava il petto e muoveva le sue gambe, le cose che vedeva lo facevano sentire parte del tutto. E per questo rideva.

L’uomo che correva ridendo ascoltava musica. La musica era bella, era un onda che lo trascinava, era un vento che lo spingeva, era un compagno che lo incitava.

L’uomo pensava che correre era l’unica cosa possibile, in quel luogo, in quell’istante. Era inevitabile. Continua a leggere

Correre

L’altra mattina alle 7 si stava bene. Io stavo bene, stavo sorridendo ed ero contento.

Stavo correndo nell’aria profumata del mattino e sorridevo perché mi sentivo a mio agio, rilassato e divertito da quella strana sensazione che mi capita di tanto in tanto, quando le gambe “girano” per i fatti loro senza apparente fatica, leggere, e le scarpe si appoggiano sul selciato che sembra spingermi in avanti.

Sono contento di questa passione che ho scoperto in ritardo e che mi ha coinvolto così tanto, poteva andarmi peggio; invece faccio qualcosa che mi fa stare bene e mi diverte: finché dura sarà una pacchia. Continua a leggere

L’aeroporto di Algeri si fregia della qualifica di “internazionale”

La settimana scorsa sono stato ad Algeri per lavoro; la parte difficile è stata tornare a casa.

In Algeria i servizi non sembrano brillare per velocità, e quindi ci premuriamo di arrivare all’aeroporto con abbondante anticipo. Già fuori della porta la prima coda: per entrare bisogna subire il primo di una serie infinita di controlli. Metal detector e perquisizione.

Una volta all’interno ci mettiamo in coda per il checkin Alitalia. Le procedure sono lentissime, dopo quasi un’ora di coda scopriamo che i terminali hanno problemi da tre giorni e si aspetta una parte di ricambio da Parigi. Metà dei checkin è fatta a mano, il nostro banco ha anche la stampante di etichette rotta e ogni volta la tipa deve chiedere al collega. I nomi dei passeggeri vengono cercati su un tabulato fatto con una stampante ad aghi, che gli impiegati si passano da un banco all’altro. Tutto è molto caotico e tutti sembrano disorientati. Litigo col caposcalo che vorrebbe spedire il mio bagaglio a mano perché è 3 kg oltre il consentito. Io non mi sento sicuro a lasciare il mio bagaglio a queste persone con un’etichetta fatta a penna. Per fortuna la spunto. Continua a leggere

Hello, is there anybody in there?

La corsa è una passione degli ultimi anni che sembra destinata a rimanere un po’ nella mia vita. Qui sopra ho sempre scritto delle mie passioni senza troppi filtri, ma per qualche ragione in questo caso è stato diverso. Non so perché sia successo, forse perché temo venga catalogata come rincoglionimento presenile (cit.), forse perché ho paura di annoiare chi non è interessato, non lo so. Quello che è successo, e succede, è che una cosa importante della mia vita ha troppo poco spazio qui sopra. Anche se scrivo molto meno, tengo sempre molto a questo blog: è comunque una parte di me, e ho deciso che da oggi vi troverà spazio anche la corsa. Continua a leggere