Richard Wright, 1943 – 2008

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I am not frightened of dying
Any time will do, I don’t mind
Why should I be frightened of dying?
There’s not reason for it
We gotta go sometime.

(*)

15 pensieri riguardo “Richard Wright, 1943 – 2008

  1. per uno come me, legatissimo nei sentimenti al gruppo musicale dei Pink Floyd, è un duro colpo.
    non mi resta che ascoltare per l’ennesima volta i loro capolavori e anestetizzare la delusione dell’accaduto.

  2. OT
    Scusami se faccio un OT ma voglio capire, allora secondo La Stampa e Corriere ad aver vinto il premio di blog tecnico-divulgativo è il disinformatico, invece nella lista di Blogfest risulta di averla vinta lei, dopo alcuni giorni il blog(che doveva essere quello ufficiale) cambia nome… Chi l’ha vinto sto premio? ah, io ho votato lei anche se non ho mai partecipato ai commenti dei topic, infatti questo è il primo commento(ed è OT).

  3. … E’ proprio una delle frasi più belle dei dischi dei ragazzi (io li chiamo ancora così…) ‘I’m not afraid of the dying, anytime I do I don’t mind…’ Spero che per Rick fosse proprio così…
    Ora da lunedi sto ascoltando solo Pink… Ma non li avevo ascoltati già miliardi di volte?… Eppure le emozioni sembrano nuove ogni volta, ciclicamente vanno riascoltati…
    Riconosco ogni passaggio, ma quando sento le tastiere anche in sottofondo mi viene un groppo in gola… Metto Shine o The great gig a palla anche ai semafori col finestrino aperto in modo che tutti sentano cosa vuol dire ‘Pink Floyd’, cosa vuol dire che Rick non c’è più…
    Sarai sempre nei nostri cuori con quel tuo viso dolce, timido e gentile, specchio di una personalità ‘unassuming’ come dice David Gilmour!
    Ci mancherai, ascolteremo le magie delle tue atmosfere, quelle non moriranno mai, ma le ascolteremo co’ ‘sto groppo bastardo che chiude la gola!
    CIAO RICK, and Shine On with Syd!

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