“Io non sono il grande pubblico”
Per la serie: “Foto epiche” Credit: SS
Per la serie: “Foto epiche” Credit: SS
Ho inaugurato una nuova sezione del blogroll: La scuola Genovese. Se sei genovese e hai un blog che non leggo, dimmelo. Se sei genovese, hai un blog che leggo e non sei nella lista, dimmelo.…
Grazie a tutti per la piacevole serata…

(Segue da qui.)
Il terzo grande ambito di utilizzo della virtualizzazione, dopo quello personale e di sviluppo, è la server consolidation.
Uno dei problemi più sentiti dell’IT aziendale è il proliferare incontrollato dei server, che fa rapidamente lievitare i costi delle infrastrutture e della loro gestione. Fino a pochi anni fa, l’aggiunta di un servizio o di un’applicazione comportava l’installazione di un altro server, ed oggi non è infrequente trovare macchine sottoutilizzate da un unico servizio che impiega una minima percentuale del tempo CPU e una frazione della banda I/O a disposizione.
La server consolidation è un approccio all’uso più efficiente delle risorse nell’ottica della riduzione del numero totale di server necessari ad una azienda. (da WhatIs.com).
Ne parlo in ritardo perché riesco a leggere la carta solo nei ritagli di tempo. LPADR è un libro bellissimo, che tutti vorremmo avere scritto. Compratene tre copie: una leggetela, una regalatela alla nonna e…

Con il passare del tempo la potenza dei computer e la loro capacità è aumentata in modo esponenziale, spesso in modo eccessivo rispetto ai compiti richiesti.
Grazie a questo, negli ultimi anni si stanno diffondendo alcuni programmi detti di “Virtualizzazione”. La virtualizzazione in informatica è un termine generico riferito all’astrazione di una risorsa. Il concetto che sottende a tutte le tecniche di virtualizzazione è l’isolamento dello strato “fisico” attraverso una sorta di incapsulamento. La virtualizzazione crea una interfaccia esterna che nasconde tutta la parte sottostante e permette l’accesso concorrente alle stesse risorse da parte di più istanze che funzionano in contemporanea. (Tradotto da Wikipedia ed integrato da me.)
In questo post si farà riferimento a tre tipi di virtualizzazione: nativa, full e paravirtualizzazione. Un approfondimento sui termini e parecchi link si trovano in questa voce di Wikipedia.
Sono riuscito a sopravvivere a due sessioni di organizzazione aziendale consistenti in circa 60 slide Powerpoint, discretamente fitte. Cominciata alle 14:30. Dopo un lauto pranzo.
(La regina delle frasi da soap opera, come si fa a non ridere?)
Tempo fa avevo abilitato l’accesso SSH, e nel contempo bloccato la possibilità di aggiornamento automatico del firmware de La Fonera. Diversamente da quanto accade ad altri, l’oggetto non mi ha mai dato il minimo problema:…