Asus eee PC 1000 from Andrea Beggi on Vimeo.

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Di: Andrea - 21/07/2008

Asus eee PC 1000Sto provando da qualche giorno un Asus eee PC 1000, il nuovo modello della serie Asus eee, le cui caratteristiche tecniche complete si trovano sul sito del produttore.

Le principali differenze che si notano rispetto ai modelli 700 e 900 che ho avuto a disposizione sono schermo, tastiera e storage. Il nuovo display di questo modello ha una diagonale di 10 pollici, ma la risoluzione è la stessa di eee PC 900: 1024×600, il che lo rende maggiormente leggibile. La tastiera è più larga e la dimensione dei tasti adesso è quasi normale: scrivere velocemente e per molto tempo è estremamente più agevole. Per quanto riguarda lo spazio disco, eee PC 1000 è equipaggiato con due unità SSD (allo stato solido) da 8 e 32 GB.

Le dimensioni sono maggiori: 26,5 x 19 (contro 22,5 x 17 dei suoi fratelli minori), ed il peso è di 1345 grammi; i 3 etti abbondanti in più si sentono tutti. D’altra parte le rifiniture sono migliorate ancora, ed ormai la sensazione di “computer della Barbie” del modello 700 è solo un lontano ricordo. Le plastiche sono di qualità standard ed assemblate con poca precisione; l’unità che sto usando è verniciata con una bella tinta bianco perlaceo che ha un effetto estetico migliore del modello 900. Altri particolari li potete osservare nel piccolo set di foto che ho scattato.

La connettività è sostanzialmente analoga ai modelli precedenti: 3 porte USB, 1 ethernet, 1 VGA, 1 slot per schede SD, jack microfono e audio out, Kensington lock.

Da segnalare la presenza dell’interfaccia Bluetooth, una novità per la serie; da alcuni rapidi test sembra funzionare bene. La wireless è stabile e robusta come sempre, salvo qualche imprecisione nel rilevamento della potenza del segnale. La batteria è da 6600 mAh, e dura parecchio. Non ho ancora avuto modo di fare test di durata, ma ad una prima impressione sembra essere abbastanza capace, grazie anche alla possibilità di regolare le performance del computer con una apposita applet nella systray.

Asus Meters

L’unità che ho ricevuto in prova è chiaramente identificata come “sample” sulla scatola, e spero che alcune cose che non mi piacciono siano dovute a questo.

Della scarsa precisione dell’assemblaggio ho già detto; la tastiera sembra essere mal montata sul lato sinistro: da quel lato affonda parecchio e produce un rumore sgradevole. La parte che mi è piaciuta di meno e’ il trackpad: legnoso, tasti troppo duri, troppo o troppo poco sensibile, funziona un po’ a scatti. Per un prodotto studiato specificatamente per l’uso in mobilità mi sembra una pecca non da poco: è un particolare che ha moltissima importanza nella sensazione d’uso, e può essere un fattore che influenza la decisione di acquisto. Tastiera e trackpad sono elementi importantissimi nella valutazione di un portatile, e sono responsabili di gran parte della sensazione di solidità trasmessa dal computer.

La RAM da 1 GB ed il nuovo processore fanno di eee PC 1000 un computer veloce e reattivo, e non ho avuto la sensazione di rallentamento che a volte si sente su PC non particolarmente potenti, specie con l’impostazione “High Performance”. Questa è la prima volta che provo un eee PC con il sistema operativo Xandros, molto semplice da usare e con una bella interfaccia a tastoni, ma dopo 10 minuti mi sentivo già “stretto”. Per chi vuole maggior controllo del proprio computer sono certamente più indicati altri sistemi tipo XP o Xubuntu, magari utilizzando una apposita distribuzione dedicata.

Altra novità: Asus offre 20 GB di online storage compresi nel prezzo, con 5 GB di banda al giorno: una buona soluzione per fare un backup online di eee PC; una apposita estensione del sistema operativo integra l’online con il locale.

Del prezzo non sa ancora nulla, dovrebbe essere annunciato qualcosa verso la fine di agosto; in questo momento Asus sta annunciando il modello 1000H che dovrebbe essere sostanzialmente identico ma dotato di hard disk tradizionale da 80 GB.

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Di: Andrea - 21/07/2008

Ognuno nella propria vita colleziona ciò che più intimamente si confà alle proprie esigenze.
Io per esempio ho una certa propensione per la collezione di insuccessi: soddisfano il mio autolesionismo e alimentano la mia autocommiserazione, vera, unica e incontrastata star del mia vena ironica.
Si perché da qualche parte io ho una vena ironica che alimenta il mio cervello e il fatto che poi magari non sempre tutti la vedano, non significa che non esista.
D’altra parte ho anche un paio di tette e anche quelle se non gli do una mano con un reggiseno creato apposta, non sempre si vedono cosè come non si vedono le palle in moltissimi sedicenti portatori delle medesime.

Epperò tutto ciò nasceva dalla riflessione che oltre a questa collezione di cui vado molto fiera e che ogni tanto mostro nel mio blog con enfasi quasi commovente, c’è stato un lungo periodo in cui collezionavo gatti con il virus e siccome ne ho appena visto uno qua sopra, non ho saputo resistere all’atavico richiamo che questa abbandonata collezione ha lasciato riaffiorare nella mia mente.

Si vabbè, io collezionavo gatti con il virus dell’aids che, ad uso e consumo dei non gattofili che ora saranno corsi a disinfettare la tastiera e il monitor del loro picci, non è contagiosa per noi umani.
Quindi tranquilli, una volta mi sono trovata una zecca nell’ombelico ma questo è stato l’unico episodio degno di nota per chi soffrisse di ansie di vita bucolica e ora che sono tornata in città, sono una persona quasi normale anche se non soffro di nessuna allergia ai pollini, alle graminacee o al fieno.

Seguirà il gatto infestato per voi, flebo, iniezioni sotto cute, alimentazione calibrata e immediata castrazione per evitare l’ulteriore contagio.
Dormite pure sogni tranqulli, la vis veglierò su di voi.

Vissssssssss

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Di: vis - 30/04/2005

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Di: Andrea - 20/07/2008

Nessuno mi ha mai battezzata

E’ uscito il libro di Manila Benedetto, che oltre ad essere una storica regina della blogosfera, è anche un’amica. L’ho ordinato e mi è arrivato oggi; lo avevo letto durante la sua stesura qualche tempo fa, e mi è piaciuto.

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Di: Andrea - 18/07/2008

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Di: Andrea - 18/07/2008

Ritorno sulle impostazioni e parametri delle connessioni ADSL Telecom di tipo business per puntualizzare alcune cose.

I parametri della linea sono: VPI e VCI rispettivamente 8 e 35, encapsulation LLC, QoS UBR, protocollo RFC1483 routed. Per questo tipo di linea vengono forniti in genere almeno quattro IP fissi, ed il foglio che lascia l’omino Telecom contiene due classi di indirizzi chiamati IP LAN e IP punto-punto (o IP WAN).

Se avete un router di proprietà, ecco come impostarlo.

Intanto fatevi un’idea di come sono fatte le classi di indirizzi; nessuno fa i conti a mano, utilizzate l’ottimo Online IP calculator.

Facciamo un esempio pratico(*): sul foglio, spesso scritto a mano con pessima calligrafia e fotocopiato da una Xerox degli anni ‘50, ci sono:

IP LAN: 78.62.124.200 / 255.255.255.248. Il tool ci dice che abbiamo a disposizione una classe da 8 indirizzi (78.62.124.200 - 78.62.124.207), di cui possiamo utilizzarne 6, poiché il primo (.200) identifica la rete e l’ultimo (.207) il broadcast.

Punto-punto: 84.81.188.200 / 255.255.255.252    Stessa cosa: ma solo 4 indirizzi (84.81.188.200 - 84.81.188.203 ) con 2 utilizzabili.

A questo punto impostiamo IPoA (IP over ATM) e mettiamo nell’indirizzo IP della connessione (lato WAN) 84.81.188.202, subnet 255.255.255.252 e gateway 84.81.188.201. Questo perché il gateway di Telecom è sempre il primo indirizzo disponibile.

Nell’indirizzo LAN del router va inserito uno degli IP pubblici forniti. Scegliamo il primo, 78.62.124.201 con subnet 255.255.255.248. Questa configurazione è routing “puro”, e il NAT andrà disabilitato poiché nei modelli più semplici di router non è possibile assegnare due IP all’interfaccia LAN, oltretutto NATtandone uno solo; per questo siete praticamente obbligati ad installare un firewall con WAN 78.62.124.202, subnet 255.255.255.248 e gateway 78.62.124.201 (l’interfaccia LAN del router). IP LAN e NAT andranno configurati in conseguenza della classe di indirizzi privati che utilizzate nella vostra rete locale.

Naturalmente nessuno di Telecom vi dirà nulla di tutto questo, lo dovrete scoprire da soli.

(*) gli indirizzi sono assolutamente inventati.

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Di: Andrea - 18/07/2008

HP LaserJet 3330

Ha il coperchio. E si usa con la carta.

Questo post non è taggato.
Di: Andrea - 16/07/2008

Visto da lui (*).

Visto da lei.

Succede anche a me, ma non me la cavo con un post di mia moglie. :-)

(*) Non serve leggerlo tutto.

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Di: Andrea - 16/07/2008

Pietro Scott Jovane è il nuovo amministratore delegato di Microsoft Italia. Lo avevo sentito parlare allo SMAU 2007 e mi era piaciuto parecchio. Forse pecco di ottimismo, ma mi sembra una bella cosa; queste sono le considerazioni che avevo scritto l’anno scorso:

Pietro Scott Jovane è il country manager di MSN Italia, e devo dire che è quello che mi è piaciuto di più: idee chiare, opinioni condivisibili, concezione moderna. Mi sembra che abbia una visione corretta di quello che potrebbe essere il rapporto tra le aziende e i propri clienti. Anche sui blog mi è piaciuto parecchio: ad una domanda di Maurizio che gli chiedeva del pay-per-post in termini di possibile perdita di efficacia del passaparola, ha praticamente espresso uno dei postulati di Gaspar “Yoda” Torriero: “La vera misura dell’autorevolezza è la quantità di stronzate che posso scrivere impunemente, prima che si sappia che sono un cretino.”

(Via Mauro Lupi)

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Di: Andrea - 16/07/2008
  • 5 le finestre di ping aperte contemporaneamente;
  • 2 sessioni terminal;
  • 1 sessione ssh;
  • 1 sessione http con il browser aperto sulla configurazione di uno switch;
  • 2 router remoti;
  • 1 conversazione telefonica;
  • 1 VPN Fastweb MPLS.

Il tutto verso una sede remota a più di 1000 Km di distanza.

Quale momento migliore poteva scegliere l’interfaccia virtuale che gestisce la fault tolerance tra i due router per incatramarsi senza speranza e lasciarmi nel dubbio che io abbia fatto qualche casino con le ACL sullo switch?

Appunto.

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Di: Andrea - 15/07/2008

Dalla versione 4.3 di BlackBerry Desktop Software è stato rimosso il supporto a Outlook 2000, che non appare nella lista dei programmi disponibili per la sincronizzazione, anche se è correttamente installato sul PC. Se l’aggiornamento è fuori discussione, la soluzione proposta è il downgrade del software BLackBerry alla versione 4.2 SP2, che supporta perfettamente Outlook 2000.

Tutte le volte che vedo cose simili mi chiedo perché: la possibilità di sincronizzarsi con il massimo numero possibile di applicazioni PIM dovrebbe essere uno dei punti di forza del prodotto; che senso ha restringere la compatibilità per poi suggerire come unica soluzione il ritorno ad una versione più vecchia del software? Mah.

(Ci sono realtà aziendali dove l’aggiornamento di una applicazione fondamentale come Outlook non può e non deve essere determinata dalla compatibilità o meno di un dispositivo mobile, e inoltre mi risulta che il formato dei dati di Outlook sia sempre lo stesso.)

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Di: Andrea - 15/07/2008

Giocando con il client email del Sony Ericsson W760i mi sono accorto di una cosa interessante di cui in rete si trovano poche tracce: è possibile ricevere Gmail in modalità push se il telefono supporta IMAP associato a push. Sinceramente non ho capito se Vodafone abbia stretto qualche tipo di accordo con Google, comunque il giochino funziona bene: le mail arrivano istantaneamente e lo stato di lettura è sincronizzato con il server in tempo reale.

Ho inserito i dati di configurazione, che trovate qui, e al termine il telefono mi ha chiesto se volessi attivare la modalità push, visto che il server sembrava supportarla. C’è comunque una voce nel menu di configurazione che permette di attivare o disattivare la funzione.

Ho fatto qualche tentativo e ho controllato che il traffico fosse effettivamente compreso nel piano dati che sto utilizzando, Vodafone Mobile Internet. Il telefono segnala permanentemente lo stato di connessione, ma il traffico rientra nei 2 euro settimanali, non male.

BlackBerry funziona in modo analogo ma tramite la sua rete RIM; negli altri casi credo si tratti di una integrazione tra IMAP e una specie di polling fatto probabilmente dal server, poiché dalle scarse informazioni che ho trovato pare che non funzioni se l’IP del telefono è nattato.

A quanto ho capito, qualunque telefono che supporti IMAP e push può funzionare in questo modo. Non vedo l’elenco dei folder e i contatti, ma non so se dipende dal client o dal protocollo.

Adesso devo capire qual’è l’impatto sull’autonomia: mi pare di ricordare che l’analoga configurazione su un Nokia E61i per ricevere le mail aziendali facesse durare la batteria solo una giornata.

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Di: Andrea - 11/07/2008