Il cancello di Nino Frassica
Perché sono anestetizzato da un tizio che usa una ruspa?
Perché sono anestetizzato da un tizio che usa una ruspa?
Io, più che Pitigrilli: “Si nasce incendiari si muore pompieri.” ad un certo punto della mia vita mi sono sentito più Cartesio: “[…] ho compreso che dovevo abbattere tutto fin dalle fondamenta, una volta nella vita, e ricominciare da capo…[…] e poi stabilirne altre migliori, o anche le stesse, dopo averle rese conformi alla ragione.” … Leggi tutto
Una canzone che non è un sottofondo, ma è lo specchio di chi ero e di chi sono diventato. Guidare di notte, con Nightswimming nelle orecchie e qualche riflessione.
Fino ai 25 anni ho vissuto sempre a Genova e, senza rendermene conto, le cose che avevo davanti agli occhi tutti i giorni erano invisibili, date per scontate, o normali quando andava bene. Poi sono partito per il servizio militare. CAR a Savona, e fin lì tutto bene: ero spesso a casa e comunque ero … Leggi tutto
Sta lì, in piedi sotto i portici all’uscita del supermercato; al suo fianco un carrellino di quelli per trasportare la spesa su cui ha attaccato un cartello scritto in uno stampatello incerto: “AIUTATEMI: HO TANTI GATTI CHE DEVONO MANGIARE”. Credo che ormai mi riconosca: la saluto sempre con cortesia, come faccio con tutte le persone … Leggi tutto
Questa mattina stavo andando alla visita periodica di follow-up, ormai semestrale (tutto bene, grazie). Finiti i podcast di notizie, a 10 minuti dall’arrivo in ospedale, passo a una playlist. La prima cosa che il caso (in realtà lo shuffle di Spotify) decide di propormi è Comfortably Numb, un brano che durante le mie disavventure ospedaliere … Leggi tutto
Ho fatto un esperimento e ho aperto un blog parallelo. Sta qui: ai.beggi.be È generato in modo totalmente automatico da un agente costruito con OpenClaw, addestrato su oltre vent’anni di post pubblicati qui dentro e su alcune informazioni sommarie che gli ho propinato nel tempo. Scrive da solo, quando gli pare, pescando da quello che … Leggi tutto
Quando ero bambino mi capitava ogni tanto di dormire a casa dei nonni materni, e amavo tutto di quelle serate. La nonna, per me e per tutti, era Nonnadoretta, detta così: tutto attaccato. Una signora d’altri tempi che usava il “vuscià” (il “voi” per i diversamente genovesi) e fino all’ultimo ha mantenuto il vezzo di … Leggi tutto
Come accade alla grande maggioranza delle persone, nel corso della mia vita le mie attitudini e i miei atteggiamenti sono cambiati: da giovane accumulavo gusti, identità, stili, a volte presi in prestito o per posa (meno, per mia fortuna); con il passare degli anni questo si è fermato o si è confuso diluendosi nella consapevolezza … Leggi tutto
Il cane muore.